«No tagli nei reparti» I sindaci rilanciano la protesta a Pescara

19 Marzo 2017

Gli amministratori mobilitati dal movimento Avanti tutta non si fidano del governo e invocano l’aiuto di D’Alfonso

POPOLI. I sindaci del Centro Abruzzo non si fidano degli impegni assunti a livello governativo e soprattutto non mollano. Hanno accolto di buon grado l'invito del movimento "Avanti tutta, indietro non si torna", nato per la salvaguardia dell'ospedale di Popoli, e ieri nell'incontro che si è tenuto nell'hotel Side, a Popoli, hanno ribadito la necessità di coinvolgere il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, «dalla cui volontà politica può nascere un impegno formale per restituire al Santissima Trinità di Popoli la dignità di ospedale».

Con questa convinzione, hanno confermato la manifestazione del 31 marzo prossimo a Pescara, a partire dalle 10, su viale Bovio (angolo via Muzii) per recarsi nella sede della Regione dove incontreranno D'Alfonso. Saranno i rappresentanti dei sindaci e del movimento a confrontarsi con il presidente sulla necessità di rivedere il decreto sanità che nega il Pronto soccorso a Popoli e taglia i reparti medico, chirurgico e ortopedico, riducendo il presidio a ospedale minore, specializzato soprattutto alla riabilitazione, seppur di valenza regionale. «Da parte di D'Alfonso dovrà esserci un formale impegno. È assolutamente necessario e urgente» spiega il medico Luigi Liberatore, di Avanti tutta, "poiché, nonostante lo stop dato al cronoprogramma sul riordino del sistema sanitario regionale, la direzione generale e la presidenza della Regione stanno comunque procedendo alla spoliazione di risorse umane e strutturali dell'ospedale popolese».

L'assemblea ha accolto con soddisfazione la notizia della proroga di tre anni proposta dal deputato del Pd, Antonio Castricone, che si sta ottenendo in sede parlamentare, rimarca però «che sarà un utile strumento solo se si continuerà a lavorare, senza mollare mai, e ponendo attenzione sui programmi elettorali dei futuri amministratori». Dall'incontro è nato anche il coordinamento dei sindaci per rendere più efficaci le iniziative, prima fra tutte la questione Popoli, ma non trascurando i problemi del distretto sanitario di Scafa, «che rischia di essere ridimensionato, e quello degli Ambiti sociali fatti ricadere nei distretti. Condizione», afferma Liberatore, «che segnala un disegno politico che porterà allo svuotamento di tali strutture». Nel corso dell'incontro, è stata stigmatizzata l'assenza dei sindaci di Caramanico, San Valentino, Tocco Casauria, Lettomanoppello e Manoppello «che così sono venuti meno al ruolo di custodi dei beni dei territori da loro amministrati».

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