«Noi malati di tumore guariti al Volto Santo»

21 Agosto 2016

Manoppello, una famiglia di Lugano racconta alla televisione svizzera la storia di una doppia guarigione. Ma i religiosi sono dubbiosi: «Coincidenze inspiegabili»

MANOPPELLO. Nei giorni scorsi è tornata al cospetto del Volto Santo la famiglia svizzera di Lugano, genitori e quattro figli, per porsi nuovamente al cospetto dello sguardo del Risorto. Questa volta in segno di ringraziamento e di devozione. La loro storia, raccontata ad una televisione svizzera, comincia nel 2014 quando la famiglia arriva in Abruzzo per seguire la terapista della primogenita Chiara che aveva bisogno di cure ed assistenza per aver subìto una delicata operazione al cervello e la terapista si era detta disposta a starle vicino anche durante le vacanze.

Per caso arrivano a Manoppello e fanno conoscenza del Volto Santo. Un giorno che per papà Manuel Milani, mamma Simona a la figlia Chiara, rappresenta una svolta decisiva per la loro vita. «Rimangono a lungo in chiesa a contemplare il Volto», racconta Antonio Bini addetto alla pubbliche relazioni del Santuario, «fino a quando la chiesa viene chiusa per la pausa pranzo». È un giovane frate che li accompagna al portone dona alla madre un santino che reca l’immagine di padre Domenico da Cese (il frate di Avezzano in odore si santità), con una preghiera.

Ecco ciò che hanno raccontato la famiglia alla televisione svizzera. Nei giorni immediatamente successivi al rientro a Lugano, il padre Manuel si sente male e scopre di avere un tumore al cervello. La famiglia, già provata dalla lunga malattia di Chiara, ripiomba nella disperazione.

La signora Simona ritrova la preghiera di padre Domenico e comincia a recitarla, coinvolgendo anche altri amici che sono vicini alle sorti della famiglia prestando aiuto in tanti modi in casa e fuori. La preghiera invita ad avere fiducia e speranza nel Signore. Manuel è operato all’ospedale di Basilea. Si riprende.

Ora padre e figlia, dopo aver subito delicatissime operazioni al cervello, starebbero bene anche se bisognosi di rigorose terapie e fra i frati del convento, che poi la signora Simona ha voluto incontrare e conoscere, non è stato rintracciato il Cappuccino che le ha donato il santino con la preghiera di padre Domenico accompagnandola alla porta.

Un comportamento, dicono gli stessi frati, mai avuto dai religiosi del Santuario che tra l'altro non distribuiscono santini di padre Domenico senza esplicita richiesta. Non è stata utile nemmeno suor Petra Maria Steiner che ricordava bene la visita di questa famiglia lo scorso anno, e in particolare la signora Simona, molto preoccupata e sofferente per le condizioni della figlia.

La famiglia Milani ha già raccontato questa storia la primavera scorsa aggiungendo quattro pannelli ad una mostra itinerante sul Volto Santo tenuta a Lugano in aprile e di loro si è interessala la Radiotelevisione svizzera italiana che l'ha fatta conoscere al grande pubblico. Da poco si è conosciuta anche in Italia e a Manoppello.

Associare la parola miracolo alla storia potrebbe essere incauto. Lo stesso padre Carmine Cucinelli, guardiano della Basilica, che ha conosciuto la storia solo in questi giorni, parla di «beneficio».

«Ci sono coincidenze inspiegabili e c'è qualcosa di prodigioso», dice, «siamo contenti che questa famiglia, che ha avuto fede, abbia ritrovato la serenità che cercava».

©RIPRODUZIONE RISERVATA