Noi, Ovidio, Mattarella e l'Abruzzo

Ricorderemo questa settimana per varie ragioni. Anzitutto per la storica visita a Sulmona del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Ricorderemo questa settimana per varie ragioni. Anzitutto per la storica visita a Sulmona del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una visita legata alle celebrazioni del Bimillenario Ovidiano e che si è trasformata in una occasione per ricordare l'importanza del grande patrimonio culturale dell'Abruzzo.

Con un intervento fuori programma al teatro Caniglia, il capo dello Stato ha reso omaggio a Sulmona («città che ha una grande storia») e all'intera regione. Lo ha fatto partendo dall'opera del grande poeta, da Ovidio, per ricordare il ruolo centrale che la cultura recita, «per la nostra comunità, per il nostro Paese». La cultura vissuta «come base per qualunque impegno in qualunque settore della convivenza». Il fatto che questo richiamo sia partito da Sulmona dovrebbe inorgoglirci. E ricordarci come l'Abruzzo sia molto di più di quell'immagine vecchia che continua ad essere veicolata in qualche trasmissione tv. «Abbiamo in queste nostre radici», ha aggiunto Mattarella, «un grande punto di partenza da coltivare nel corso del tempo alle esigenze che nascono».

Proprio quello che noi del Centro cerchiamo di fare. Anche accettando di essere media partner del Bimillenario. Un evento che ci ha spinto a cimentarci nell'ardito progetto del supplemento in latino dedicato ad Ovidio e che il capo dello Stato ha onorato con un suo scritto. Per questo lo ringraziamo, così come per le parole di simpatia e incoraggiamento che ha avuto nell'incontro privato ai margini della visita. Incoraggiamento che dà un senso al lavoro della redazione, sempre più calata nella realtà della regione e al suo servizio.

@RIPRODUZIONE RISERVATA