«Noi studiamo l’Universo»

Il presidente dell’Infn, Zoccoli: previsti interventi per 400 milioni
L’AQUILA. «Spero che il presidente Mario Draghi, che ringraziamo per essere venuto qui, si sia appassionato alle nostre ricerche, ai nostri ricercatori». È il presidente dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare, Antonio Zoccoli, ad accogliere con queste parole il premier, accompagnato dal premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi e dal ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa.
«Noi siamo nati dai ragazzi di via Panisperna, la nostra ricerca si basa su tre asset, per capire come funziona l'Universo», ha sottolineato Zoccoli ricordando che la sua comunità «è fatta di 6.000 persone e i giovani sono entusiasti di venire a lavorare qui», anche se «rimangono le criticità legate al gender gap e alla scelta delle materie Stem. Per il Pnrr abbiamo appena chiuso ieri una call per i centri nazionali. Vogliamo mettere insieme le infrastrutture che ci sono in Italia: ci saranno interventi per 400milioni di euro. Una sfida spendere tutti i fondi che ci allocheranno e, soprattutto, rendere questi progetti stabili per il futuro e far fare passi avanti alla nostra comunità scientifica».
Per dimensioni e ricchezza della strumentazione scientifica i Laboratori nazionali del Gran Sasso sono il centro di ricerca sotterraneo più grande e importante del mondo. Progettati con lo scopo di sfruttare la protezione dalla radiazione cosmica, ottenuta con gli oltre 1.400 metri di montagna sovrastanti.
L’idea di dotare l’Infn di un grande laboratorio sotterraneo, dedicato alla fisica subnucleare nasce nel 1979 grazie ad Antonino Zichichi, all’epoca presidente dell’Istituto. Al momento vi operano 1.110 scienziati e scienziate provenienti da 29 Paesi, 15 gli esperimenti in fase di realizzazione. (m.p.)
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