Noleggiavano auto e assaltavano i bar: presi

22 Marzo 2020

In carcere due giovani: colpi a Pescara e Fossacesia, svaligiata anche la Protezione civile di Alanno

PESCARA. Sapevano come rendersi invisibili agli occhi delle forze dell'ordine, praticamente irrintracciabili. Per commettere i furti, usavano delle auto prese a noleggio e comunicavano tra loro usando delle schede telefoniche intestate a una terza persona, un uomo che è stato derubato dei suoi documenti.
Così facendo due ladri seriali si sentivano probabilmente al sicuro e, grazie a questo sistema di "protezione", per un po' sono riusciti a mettere a segno un gran numero di furti, spaziando in due province. Ma i carabinieri della compagnia di Pescara, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro, li hanno comunque scovati, dopo quattro mesi di indagini, e ieri li hanno arrestati su disposizione del giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio (la richiesta è del pubblico ministero Luca Sciarretta). Sono un 22enne e un 23enne di origine romena di cui non vengono resi noti i nomi e che vivono rispettivamente in provincia di Pescara e di Chieti, rinchiusi in carcere in attesa dell'interrogatorio. Sono gli uomini dell'Arma a ricostruire il quadro accusatorio nei confronti dei due, a cui vengono contestati i reati di furto aggravato continuato in concorso e ricettazione. Per gli uomini della sezione operativa del Nucleo operativo e radiomobile, la coppia prendeva di mira in modo particolare le attività commerciali, muovendosi tra le province di Pescara e di Chieti. Tra i colpi attribuiti ai due, anche quelli avvenuti in alcuni bar del centro di Pescara dove sono stati rubati sigarette e denaro (bottino 5mila euro) e un assalto a un bar di Fossacesia dove sono state svuotate le macchinette cambiamonete per le slot machine (con un danno pari a 3mila euro). Non hanno risparmiato neppure gli uffici della Protezione civile/Avis di Alanno: entrando nella sede hanno rubato tute e felpe da lavoro, la radio portatile, delle attrezzature e un'auto del Comune usata dalla Protezione civile. E poi gli viene contestato anche di aver svuotato delle monete (cento euro) il distributore dell'acqua di Nocciano. Sarebbero stati sempre i due giovani a cercare di mettere a segno dei furti a San Vito Chieti e Ortona, ma gli è andata male e hanno dovuto rinunciare. Avevano uno schema che gli ha consentito, per un po', di restare impuniti. E probabilmente non immaginavano di avere i carabinieri alle costole. Ma dopo aver ricevuto le denunce dei furti, gli investigatori hanno raccolto un po' per volta gli elementi per incastrare i due, associandoli ai vari episodi avvenuti in diversi comuni. Per rendere più difficile l'individuazione da parte delle forze dell'ordine, la coppia si muoveva a bordo di auto prese a noleggio che di tanto in tanto venivano sostituite. Prima di entrare in azione, i due eseguivano degli attenti sopralluoghi per scegliere gli obiettivi e poi colpivano con estrema organizzazione e sicurezza, dicono proprio i carabinieri che li hanno acciuffati. Oltre alle auto usavano anche dei cellulari non riconducibili a loro. Hanno infatti intestato delle schede telefoniche a un uomo che ha subito il furto di documenti, lasciati nell'auto. Con quei documenti hanno cioè attivato le Sim e poi le hanno usate. Eseguendo gli arresti i carabinieri hanno effettuato delle perquisizioni, che hanno permesso di ritrovare diversa refurtiva: sono stati sequestrati cioccolatini, caramelle, gomme da masticare, accendini e braccialetti che sarebbero riconducibili ai furti avvenuti in bar e tabaccherie, ma su questo aspetto sono ancora in corso gli accertamenti. Oltre alla coppia è finita nei guai una terza persona, che si sarebbe occupata con i due giovani della ricettazione dei documenti, ed è stata denunciata.