«Non è l’isola degli abusivi»

L’ira dei sindaci, timori per il turismo. Ma si valuta l’apertura di un’indagine
ISCHIA. «Ischia non è la capitale dell'abusivismo, non siamo una collettività di abusivi». Finita la fase dei soccorsi, mentre si piangono le due vittime del sisma di lunedì notte, si valutano i danni e si fa la conta degli sfollati, i sindaci guidano la «rivolta» degli ischitani per tutelare l'immagine dell'isola e provare ad arginare la fuga dei turisti. La gran parte dell'isola, si sgolano in tv e sui social, non ha subito danni: «Non siamo un'isola terremotata, non ci sono rischi». «I turisti possono venire», rassicura il ministro della Difesa Roberta Pinotti che da Ischia annuncia la delibera di stato di emergenza per il Consiglio dei ministri del 29 agosto. Ma dopo la denuncia della Protezione civile sui materiali «scadenti» all'origine dei crolli, sono in corso le verifiche sulle case che hanno ceduto a Casamicciola.
Potrebbe essere aperta un'inchiesta giudiziaria. Il palazzo che ha intrappolato i tre fratellini per sedici ore, racconta un vicino, era costruito «su una cantina antica». «Lo dicevo tutti i giorni che siamo in una zona sismica e con un movimento quella casa sarebbe caduta», si dispera Francesco, vicino di casa della famiglia di Ciro, Mathias e Pasquale parlando al Tg2. La frazione di Casamicciola alta, dove si trovava il palazzo di cinque piani, è su una faglia e nel terremoto del 1883 fu rasa al suolo. Ma non è vero, sostengono i sindaci dei sei Comuni dell'isola, che le case sono cadute perché tutte abusive: «Tante erano vecchie, costruite tra fine '800 e inizi '900, come la Chiesa dove purtroppo è morta una persona. Di qui i materiali scadenti», dice il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino. Per gli edifici costruiti prima del 1942, viene fatto notare, la legge non consente l'abbattimento e la ricostruzione ma solo la manutenzione. Secondo dati di Legambiente sull'isola ci sono 600 case da abbattere e 27mila pratiche di condono. Ma anche a questo ultimo dato Ferrandino controbatte: «Non sono tutte case abusive, tante sono pratiche relative a vani, balconi, finestre». «Definirci capitale dell'abusivismo è un affronto al popolo di Casamicciola», si indigna il sindaco Giovan Battista Castagna. I sindaci parlano così, i cittadini li applaudono. Si arriva quasi alla rissa con i giornalisti. «Basta sciacallaggio mediatico», urlano. «Ischia non è tutta terremotata. Una diversa rappresentazione della situazione sta arrecando più danni del terremoto», accusa Ferrandino. Si fanno circolare testimonianze come quella di Rossella: «Ci descrivono come abusivisti, criminali, ma mio nonno a 92 anni ha perso la sua casa che non era abusiva». Gli isolani pubblicano foto di «vita normale», lanciano appelli ai turisti. I lavoratori stagionali raccontano il timore di perdere il posto. Solo poche frazioni di due Comuni - si sgolano i sindaci - hanno subito gravi danni, gli sfollati in albergo (ma molti sono ospitati da parenti) sono circa 400 sui 60mila residenti. E così, mentre si mobilita con raccolte fondi per aiutare chi ha perso la casa, l'isola si ribella a un'immagine di devastazione che potrebbe provocare danni «incalcolabili». «Il turismo qui è come il petrolio - concorda il ministro Pinotti - È fondamentale non dare l'immagine di un'isola distrutta perché così non è».

