«Non è vero che queste cure costano di più»
Gli assistititi del centro al presidente di Percorsi, Di Caro: i medici sono pagati per fare il loro lavoro
PESCARA. «La psicoterapia non costa neppure un centesimo alla Asl. Psicoterapeuti e psichiatri sono stipendiati per svolgere il loro dovere e il ticket pagato dagli utenti (46 euro per otto sedute di 5 euro e 75 centesimi l'una) è tutto valore aggiunto, sostegno alle casse dell'azienda sanitaria».
Così rispondono i pazienti di psicoterapia del Centro di salute mentale del distretto Pescara nord al presidente dell'associazione Percorsi, che si occupa di malati con disturbi mentali, Eugenio Di Caro, che due giorni fa aveva sollecitato la Asl a intervenire sul caso ipotizzando «interferenze economiche a vantaggio di qualcuno. Se l'azienda non si può permettere i costi di questo percorso terapeutico» aveva aggiunto il presidente di Percorsi «lo dica chiaramente e onestamente alle famiglie».
Per i pazienti, queste dichiarazioni «gettano una luce inquietante e paventano non meglio individuate difficoltà economiche della Asl. Difficoltà che la Asl non ha affatto».
Dichiarazioni che sono state scontestate dai pazienti di psicoterapia, che si dicono «preoccupati che questa uscita del presidente possa giustificare la decisione e del Centro di Salute Mentale e in qualche modo motivare il restringimento delle prestazioni. A tal proposito, i pazienti si chiedono: «A chi giova il restringimento delle cure? Non certo alla Asl, che vede ridotto l'introito del ticket». E neppure ai pazienti assostititi perché «l'utenza rimasta sfornita di terapie sarà costretta a rivolgersi al privato, ovvero alle prestazioni in regime di intramoenia (minimo 70 euro a seduta ndc) garantite dalla stessa Asl quando quelle offerte in convenzione non sono più disponibili».
Per settimane, i pazienti, che hanno presentato esposti alla magistratura e chiesto, a gran voce, l'intervento dei vertici Asl in questo mese e mezzo di «protesta vivace, rabbiosa e dolorosa» fino ad arrivare a «una situazione gravissima», nella quale «oscuri e segreti meccanismi burocratici fanno sì che la macchina della sanità sia bloccata».
Sono tanti i pazienti che soffrono e regrediscono nelle cure, come ben sanno tutti i medici psichiatri coinvolti in questa tristissima vicenda. Ma questo» proseguono gli stessi malati «è il segno dei tempi, dell'inevitabile declino di una società che, dopo essersi munita di tutti gli strumenti per alleviare il disagio di chi soffre, ne fa un uso distorto, lesivo degli interessi di quegli stessi che dovrebbero beneficiarne». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

