Non aprite la mail truffa con la firma di Equitalia

Numerosi casi a Pescara di avvisi fasulli, anche con l’intestazione del tribunale La Polpost: c’è il rischio che vengano rubati dati personali o che il pc si blocchi
PESCARA. Attenzione. È la parola d’ordine per tutti coloro, e sono tanti, che ogni giorno ricevono email contenenti un virus o un tentativo di catturare dati e informazioni personali (il cosiddetto phishing). I truffatori sono sempre al lavoro per affinare le tecniche e di tanto in tanto spuntano nuovi escamotage, come la email che risulta inviata dalla “Procura della Repubblica presso Tribunale” e invece non ha niente a che fare con il Palazzo di giustizia. Chi la riceve pensa di vedersi notificato l’avviso di un procedimento penale per la commissione di una serie di illeciti e quindi la spinta a cliccare sul link e ad aprire il documento informativo è forte. Invece è consigliato evitare perché può essere pericoloso.
Da qualche settimana viaggia in “rete” un altro rischio che si presenta sotto le mentite spoglie di una email di Equitalia, inviata da un istituto di credito. Molto scarno il contenuto del messaggio che comunica al destinatario, in maniera stringata, l’esistenza di una cartella esattoriale (con l’indicazione del numero) e di un procedimento amministrativo sanzionatorio invitando ad accedere alla documentazione attraverso un link.
Equitalia specifica, anche attraverso una comunicazione pubblicata sul proprio sito internet, di essere «assolutamente estranea all’invio di questi messaggi e raccomanda di non tenere conto della e-mail ricevuta e di eliminarla senza scaricare alcun allegato». Sempre Equitalia spiega che «si tratta di una nuova campagna di phishing, cioè di tentativi di truffa informatica architettati per entrare illecitamente in possesso di informazioni riservate». La raccomandazione di Equitalia è di «non tenere conto della email ricevuta e di eliminarla senza scaricare alcun allegato».
Lo stesso invito arriva anche dalla Polizia postale, coordinata da Elisabetta Narciso, che riceve le segnalazioni di chi è caduto nella trappola ma anche le richieste di informazioni di chi si trova nel dubbio e non sa come comportarsi di fronte a questo tipo di messaggi, i cui mittenti appaiono attendibili ma sono fasulli, come il caso di Sda, Poste Italiane e banche.
Uno dei virus in circolazione attraverso questi canali è il Cryptolocker, di cui si parla già da un po’ e che ha portato la Polizia postale a promuovere una campagna informativa, per cercare di limitare i danni. Quando il destinatario della mail truffa finisce nella trappola del Chryptolocker «il computer si blocca, non funziona più, il contenuto del disco rigido viene criptato e viene chiesto alla vittima di pagare entro 72 ore un riscatto, espresso in dollari o in bitcoin, ma non è detto che il computer si sblocchi dopo aver versato la somma richiesta». E l’ultima versione in circolazione appare impossibile da sconfiggere.
La Polizia postale invita a «prestare attenzione» e a tenere gli occhi ben aperti di fronte a tutte quelle email che sembrano credibili» e invece nascondono il virus che infetta «tutti i computer appartenenti alla stessa rete del computer sul quale è stato scaricato il file». Si pensi, ad esempio, ai messaggi relativi ad acquisti di merce: sono ritenuti attendibili, vengono aperti e dentro c’è il virus, un file eseguibile: si clicca e in pochi minuti si blocca tutto.
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