Non c’è posto al pronto soccorso: pazienti dirottati a Penne e Popoli

PESCARA. Pronto soccorso affollato, pazienti dirottati negli ospedali di Penne e Popoli per carenza di spazi e poche ambulanze per effettuare i trasporti con i mezzi e il personale impegnato nei...
PESCARA. Pronto soccorso affollato, pazienti dirottati negli ospedali di Penne e Popoli per carenza di spazi e poche ambulanze per effettuare i trasporti con i mezzi e il personale impegnato nei cinque centri vaccinali di Pescara e provincia.
Si susseguono le giornate nere, alcune più delle altre, nel presidio sanitario di emergenze-urgenza dove gli accessi superano talvolta i 300 al giorno.
Traumi da caduta o incidenti in casa, sulle strade, in sella a biciclette, scooter e monopattini, oltre a patologie croniche lievi o gravi legate al caldo torrido di questi giorni, sono i motivi più frequenti di ricorsi alle cure e ricoveri in reparto.
Il primario del pronto soccorso, Alberto Albani, rilancia l’appello a «non venire in pronto soccorso se non per ragioni gravissime, a rischio vita» altrimenti rivolgersi «alle strutture territoriali e ai medici di famiglia» che, però, spesso osservano orari e tempi di intervento non in linea con l’emergenza sanitaria del momento.
In questi ultimi giorni numerosi sono stati i pazienti arrivati in pronto soccorso e dirottati negli ospedali Asl di Penne e Popoli per carenza di posti letto. Altri, invece, trasferiti da località dell’interno nei centri ospedalieri più vicini, con le ambulanze che sfrecciano sul territorio e che non sono mai abbastanza. Ai dieci mezzi di soccorso, alcuni medicalizzati, a disposizione dei personale del 118, si aggiungono, a rotazione, le due ambulanze della Misericordia e una della Croce Rossa. Un parco macchine esiguo per coprire contemporaneamente tutto il territorio, specie se i soccorsi avvengono in contemporanea.
Non solo: 5 delle 13 ambulanze in servizio giornaliero sono a disposizione dei centri vaccinali di Pescara, Montesilvano, Penne, Scafa e Spoltore. I mezzi stazionano nelle vicinanze delle strutture e il personale interviene in caso di urgenze, malori o necessità.
(c.co.)

