Non c’è linea, scadenze a rischio

Caramanico, il patronato Inca contro la Telecom dopo il trasferimento di sede
CARAMANICO TERME. Richieste via email, attraverso posta pec e fax alla Telecom non sono state sufficienti a produrre il risultato sperato: quello dello spostamento della utenza telefonica, compresa la connettività Internet, della vecchia sede del patronato Inca-Cgil alla nuova di via delle Mura distante solo una decina di metri.
I sindacalisti che qui prestano servizio Lucio Sarra e Mario Borsetti sono disperati. «E' vero che la società erogatrice dei servizi prende il suo tempo, in genere 10/15 giorni dal ricevimento della richiesta», spiegano i sindacalisti, «ma questi tempi sono più che trascorsi e nonostante i ripetuti contatti telefonici con i call center della società non riusciamo ad ottenere il trasferimento della linea. In questo periodo sono molte le pratiche che ormai si inviano esclusivamente via cavo e il problema più impellente» vanno avanti «è quello della denuncia dei redditi con la compilazione ed inoltro dei 730 che scadrà il prossimo 15 luglio. Se non riusciamo a sistemare in maniera utile il collegamento andiamo incontro ad un danno notevole per l'utenza e per la funzionalità dei nostri servizi e per le nostre prestazioni sul territorio. Il nostro ufficio copre le necessità di diversificate fasce di popolazione, soprattutto di salariati e pensionati».
I due sindacalisti si attenderebbero anche una risposta alle reiterate richieste per avere la certezza che la linea telefonica venga riattivata in tempo utile «ma», chiariscono «abbiamo atteso invano. La segnalazione fatta per ultimo via fax, come tentativo finale, ci è stata suggerita da un contatto telefonico a voce, ma neanche questo ha sortito gli effetti desiderati». (w.te.)

