«Non depotenziate l’ufficio delle disabilità»

28 Dicembre 2016

Le famiglie si uniscono all’appello del Club Giamel contro le modifiche e le ipotesi di smembramento

MONTESILVANO. «Non depotenziate l'ufficio Disabili». All'indomani dell'allarme lanciato da Gianni Scaburri, presidente dell'associazione Club Giamel, contro le modifiche previste all'ufficio comunale che si occupa di disabilità, stabilite da una recente delibera di giunta, sono in tanti a essersi schierati in difesa della struttura.

Cittadini che quell'ufficio lo vivono da vicino e che ora lanciano un appello all'amministrazione, affinché le modifiche previste non vengano apportate. Tra di loro c'è Giancarlo Natale. «Sono padre di un autistico» racconta. «In questi anni l'ufficio Disabili, guidato da Claudio Ferrante, è stato per me vitale. Sono intervenuti nella riabilitazione, nei trasporti, si sono occupati di terapia con gli animali, mi hanno aiutato con le certificazioni».

Natale cita, poi, il progetto che ha fatto entrare l'ufficio i nelle aule scolastiche con l'obiettivo di favorire l'integrazione e di sensibilizzare verso le problematiche legate alla disabilità. «Mio figlio non era molto considerato dai compagni, ma dopo quel progetto tutto è cambiato. Sono numerose le famiglie sostenute e aiutate concretamente da questo ufficio, invidiato da tutto l'Abruzzo e non solo» aggiunge.

«Nostro figlio fa visite nel Nord Italia e anche lì conoscono questo ufficio che abbatte le barriere culturali e architettoniche. Noi genitori siamo pronti a tutto e ci recheremo dal sindaco per dire no a questa ingiustizia».

Ha tre disabili in famiglia Nicola Viola, un altro residente di Montesilvano che ha voluto dire la sua circa il depotenziamento di quello che è considerato un fiore all'occhiello della città.

«Ho trasferito la residenza da Elice a Montesilvano proprio per l'esistenza dell'ufficio Disabili. E non sono l'unico ad aver fatto questa scelta. Nella mia famiglia ci sono tre invalidi, compresa mia moglie che si muove in carrozzina» precisa. «Nell'ufficio ho trovato grandissime umanità e sensibilità. Sono riuscito a risolvere problematiche relative alla fisioterapia, alle barriere, ai parcheggi riservati, alla pensione di invalidità. Sono riuscito a ottenere anche una nuova carrozzina per mia moglie, in modo da poterle consentire di avere più autonomia. Questo ufficio» prosegueViola, «mi ha restituito la forza, la dignità, la serenità per affrontare tre disabilità. Faccio una appello al sindaco e a tutta la quadra comunale in difesa di un punto di riferimento per noi così importante. Ho contattato altri padri e madri, sono tutti indignati e increduli».

Rosa Anna Buonomo

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