Non diffamò il consigliere-costruttore, Febo prosciolta

SPOLTORE. I residenti di Spoltore hanno il diritto di sapere se, in Comune, ci sono conflitti di interesse tra imprenditoria e politica. Per questo è stato archiviato un procedimento a carico di...
SPOLTORE. I residenti di Spoltore hanno il diritto di sapere se, in Comune, ci sono conflitti di interesse tra imprenditoria e politica. Per questo è stato archiviato un procedimento a carico di Marina Febo (foto), consigliere comunale della lista Spoltore Futura, che per un anno è stata indagata in seguito a una querela presentata dal collega Francesco Zampacorta (Grande Spoltore-Cinque Borghi).
Nell’ottobre 2014, durante la trasmissione televisiva «L’appetito vien parlando» e in un dibattito su Facebook, Febo definì Zampacorta «un costruttore che ha diverse società e interessi su Spoltore», esortandolo a dichiarare pubblicamente i rapporti e le pendenze delle sue società con il Comune. Zampacorta, sentendosi diffamato, sporse querela. La procura avrebbe voluto archiviare, ma dopo l’opposizione di Zampacorta, il caso è arrivato dal giudice. E il gip Maria Carla Sacco ha stabilito, tuttavia, «che la vicenda può correttamente inquadrarsi nell’ambito dell’esercizio del diritto di critica che, peraltro nella specie, appare legittimamente narrato, con riferimento alla verità del fatto, all’interesse sociale e alla forma espositiva corretta». Il giudice ha inoltre rimarcato: «Il diritto di critica ha confini ben più ampi del diritto di cronaca ed infatti l’indagata ha qualificato l’opponente come “costruttore che ha diverse società ed interessi su Spoltore” e tale dato fattuale è senz’altro vero per come risulta agli atti; le espressioni utilizzate risultano misurate senza termini infamanti e umilianti e sicuramente sussisteva l’interesse pubblico alla conoscenza dei fatti narrati, essendo indubitabile per i cittadini di Spoltore di conoscere l’eventuale e potenziale sussistenza di un conflitto di interessi tra membri della rappresentanza politica e gli amministratori».
«Per cercare di fare il mio dovere di consigliere e soprattutto per innalzare il livello qualitativo della politica spoltorese», dice Febo, «ho dovuto subire l’assurda condizione di essere paradossalmente l’unica indagata nel Comune , avendo solo esercitato legittimamente i miei diritti nell’esclusivo interesse dei cittadini».

