«Non fate sparire i teatri amatoriali»

15 Giugno 2020

Del Sordo della Fita lancia l’appello: Marsilio e i sindaci aiutino il nostro settore

TERAMO. Il teatro amatoriale e tutte le difficoltà a esso collegate sono al centro di una decisa presa di posizione della Fita (Federazione italiana teatro amatori), rappresentata da Carmelo Pace. Obiettivo la difesa del teatro amatoriale affinché il suo essenziale ruolo culturale e sociale sia riconosciuto e sostenuto. Dopo le recenti dichiarazioni del ministro Dario Franceschini la federazione si rivolge ai presidenti di Regione e ai sindaci con un appello, che il presidente provinciale della Fita Teramo, Angelo Del Sordo, non poteva che recepire, condividere e divulgare. Rappresenta il pensiero e le considerazioni del particolare momento che sta vivendo il teatro amatoriale sul territorio provinciale e regionale, quel territorio che nel teatro amatoriale ha sempre avuto una risorsa disponibile, di qualità e di passione in grado di portare teatro e cultura ovunque».
«Consapevoli dell’emergenza epidemica che ha determinato quest’epoca di cambiamento», precisa, «e delle priorità ad esse connesse, anche questo settore annuncia il proprio dolore e le proprie ferite che si spera guariscano presto, altrimenti lasceranno profonde cicatrici nel tempo. Per gli addetti ai lavori c’è molta euforia per la data del 15 giugno (oggi ndr) che sancisce la riapertura delle attività teatrali, ma tornerà tutto come prima ? O troveremo un teatro geneticamente modificato? Esaminando il Dpcm del 17 maggio 2020 attestanti le linee guida all’allegato 9 c’è poco da esultare. Comunque sono convito che le compagnie teramane affiliate alla Fita godono di ottima salute e forti del potere della resilienza, con la capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità, dispensatori di passioni e di emozioni, come da sempre soliti fare in ogni condizione e in ogni luogo, capaci di portare a tutti questa meravigliosa e magica arte del teatro amatoriale». Parte quindi l’appello alle istituzioni. «Caro presidente di Regione, caro sindaco, caro assessore», conclude Del Sordo, «voi sapete a chi si deve l’organizzazione del numero rilevante di eventi e di spettacoli che danno vita alle programmazioni regionali in tutti i periodi dell’anno. Chiedete al Ministro che parte delle risorse del settore vengano a voi destinate; a voi che sapete come e con chi si riempiono i teatri e le piazze. Noi pensiamo a non morire, a farci continuare pensateci voi».