«Non giudico: tutto diventa spettacolo, pure i funerali»

19 Giugno 2015

PESCARA. Don Vincenzo Amadio, parroco della chiesa di san Pietro Apostolo e vicario dell’arcivescovo Valentinetti, lo celebrerebbe un matrimonio in spiaggia? Assolutamente no, c’è la chiesa appòsta....

PESCARA. Don Vincenzo Amadio, parroco della chiesa di san Pietro Apostolo e vicario dell’arcivescovo Valentinetti, lo celebrerebbe un matrimonio in spiaggia?

Assolutamente no, c’è la chiesa appòsta. Per il matrimonio civile ognuno si regola secondo le sue convinzioni, ma è la chiesa il luogo dei sacramenti.

Ma che ne pensa di tutta questa offerta di “location”?

Le persone sono libere di fare le loro scelte, io le rispetto, ma purtroppo oggi è tutto spettacolarizzazione. Anche chi si sposa in chiesa ormai va sempre alla ricerca della chiesa più bella e più antica, mentre ci si dovrebbe sposare nella propria comunità, ma nessuno la vive più. E poi parliamoci chiaro: il contorno di un piatto è cosa ottima, ma lo abbellisce solo, se non ci si mette la bistecca il piatto vale poco.

Cioè?

Si è perso il senso delle cose, anche il funerale è diventato spettacolo, con tanto di applauso finale, mentre dovrebbe essere una cosa più intima, un momento di riflessione. Ci ha fatto caso che non si pronuncia più neanche il termine “morte”? Non si dice più “è morto”, ma “è scomparso”. Non chiamiamo più le cose con il loro nome e cognome. Il matrimonio è un impegno serio. Lasciamo da parte lo spettacolo, anche se ormai è tutto americanizzato: gli americani mettono pure il fard ai morti, deve essere tutto bello.

Insomma come vede chi sceglie di sposarsi in spiaggia?

Non mi arrischio a dare giudizi di valore, può darsi che lo facciano perché amano il mare e siano comunque concentrati su quello che stanno facendo. Ma Comune, mare o Aurum fa poca differenza per me. Una volta è capitato che un mio caro amico si sposava in Comune. Ci vengo comunque, gli dissi. Poi durante la cerimonia mi chiesero di dire qualcosa, ma mi rifiutai. C’ero andato per amicizia, ma se vuoi che omologhi il tuo matrimonio quando hai scelto il rito civile non posso proprio.

Ma se qualcuno ci ripensasse, se qualcuno dopo il matrimonio in spiaggia le chiedesse di sposarlo anche con rito religioso, accetterebbe?

Certo. Come vicario del vescovo faccio quasi tutti i giorni le autorizzazioni del matrimonio civile per quello religioso, sono tante le persone che lo chiedono. O perchè con la prima comunione dei figli ricominciano a prendere contatti con la Chiesa, ma più spesso perché è il fatto economico a impedire il matrimonio religioso, perchè c’è l’idea che bisogna fare inviti e grossi pranzi. Ma non è così, non dovrebbe essere così». (s.d.l.)