«Non ho infettato i clienti con l’Aids»

24 Giugno 2017

L’arrestata si difende: rapporti protetti, il mio compagno sapeva 

PESCARA. «Ho saputo di essere malata solo qualche mese fa, ma da quel momento ho avuto sempre rapporti protetti con i clienti. Sono dispiaciuta per quanto accaduto. E il mio compagno era a conoscenza della mia malattia».
Si è difesa così, ieri mattina, Iole Marafini, 36 anni, la prostituta marchigiana affetta da Hiv e Epatite C, un passato e un presente da tossicodipendente. La donna, assistita dall’avvocato Alessandra Cervelli, è stata interrogata in carcere dal giudice, che l’ha fatta arrestare per tentate lesioni personali gravissime. La Marafini è rinchiusa al San Donato dal mese di maggio, accusata di rapina ai danni di un commerciante al quale avrebbe puntato contro una siringa urlandogli: «Ho l'Aids».
Secondo l'avvocato Cervelli, la sua assistita, che ha un carattere «deciso e diretto», si sarebbe mostrata tranquilla durante l'interrogatorio attraverso cui gli inquirenti hanno ripercorso gli avvenimenti degli ultimi mesi che hanno portato in carcere la squillo originaria di San Benedetto del Tronto, dove un tempo lavorava come stilista e dove vive la madre, sua unica parente.
E rivela che la sua cliente starebbe decidendo per un «percorso in comunità di disintossicazione dalle droghe», prevalentemente eroina. Il convivente della donna, alla quale aveva offerto un alloggio e con la quale aveva poi allacciato una relazione nei mesi scorsi, è stato ascoltato dalla polizia a cui l'uomo si era rivolto dopo che le forze dell'ordine avevano diramato la notizia dell'esistenza di una prostituta infetta. Nei verbali risulterebbe che il convivente non fosse a conoscenza della malattia, ma la 36enne ieri mattina ha spiegato al giudice che aveva confidato all'uomo di essere malata.
Impossibile sapere se dopo gli appelli della polizia, qualcuno dei clienti della prostituta si sia recato in ospedale per eventuali controlli. Lo conferma Giustino Parruti, direttore dell'Unità operativa complessa di Malattie Infettive: «Il nostro progetto di prenotazione di test via web», spiega l'infettivologo, «consente l'assoluto anonimato a chi decide di venire in ospedale a fare i prelievi per Hiv, epatiti e sifilidi. Per questa ragione, il sistema sperimentale sta avendo grandissimo successo. Negli ultimi tre anni, dal 1 febbraio 2014 al 30 marzo 2017, sono stati 9mila i prelievi effettuati».
Si tratta di persone provenienti da tutta la regione che si sono sottoposte a diversi test con i seguenti esiti: «180 persone positive all'epatite C, 250 all'epatite B, 300 positivi alla sifilide e 90 all'Hiv, l'uno per cento della popolazione, il più alto tasso europeo degli screening negli ultimi anni», rivela Parruti, che precisa: «Per ogni 100 prelievi, abbiamo avuto 9 risultati positivi a una di queste malattie. Ogni giorno abbiamo una lista di attesa di almeno 15 persone, per tutti è assicurato il totale rispetto dell'anonimato».
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