«Non riesco a uscire di casa da tre anni per l’ascensore rotto»

Il dramma di un uomo di 70 anni, invalido al cento per cento «Vivo come un recluso, basterebbe poco per stare meglio»
MONTESILVANO. Invalido al 100% e segregato in casa da tre anni per via di un ascensore inutilizzabile. È una storia che indigna profondamente quella che vede protagonista Giuliano Ottavianelli, 70 anni, ipovedente e senza un piede, che ormai da ben 36 mesi è rinchiuso nel suo appartamento a causa di quell’elevatore che rappresenta l’unico mezzo per uscire all’aria aperta.
Accade in via Lazio 61, il palazzone di 7 piani di Villa Verrocchio che ospita 44 alloggi popolari del Comune di Pescara. Ed è proprio in uno di questi alloggi popolari, al terzo piano dell’edificio, che dal 2003 vive il pensionato di origini marchigiane. I problemi per lui sono però cominciati tre anni fa quando l’ascensore ha smesso di funzionare. «Prima si era rotto», racconta, «poi è stato riparato, ma dopo un po’ è stato chiuso del tutto per ragioni che non conosco. Probabilmente, a causa delle numerose persone che non pagano il condominio».
Così, da un giorno all’altro, il 70enne si è trovato costretto a non poter più uscire da casa, se non in rari casi. «Ormai esco solo quando devo fare degli esami clinici», spiega il pensionato, «e in quel caso sono costretti a portarmi giù dalle scale in 4 con una barella. Il resto dei miei giorni li trascorro da solo, tra queste quattro mura, in attesa degli infermieri dell’Adi che mi assistono e di qualcuno che viene a portarmi la spesa o il giornale. Questa situazione mi sta provocando una forte depressione». Eppure, basterebbe che quell’ascensore funzionasse per restituire a Ottavianelli un po’ di autonomia. «Se potessi utilizzarlo», dice, «potrei uscire con la sedia a rotelle, farmi accompagnare da qualche volenteroso. Insomma, potrei ricominciare a vivere in modo dignitoso. Dopotutto non è giusto che io, che ho sempre pagato affitto e condominio, almeno fino a 3 mesi fa quando ho deciso di sospendere il pagamento per una questione di principio, sia costretto a subire una simile ingiustizia per chi non paga o non fa il proprio dovere».
Per cercare una soluzione, ha presentato un esposto ai carabinieri e alla procura contro il condominio e il Comune di Pescara. «Ma neanche questa strada finora ha dato i suoi frutti», osserva amareggiato. Quello lamentato da Ottavianelli è solo uno dei tanti problemi che intereressano il palazzo di via Lazio, dove da tempo domina il degrado. Discariche abusive che con regolarità spuntano sul piazzale e sulle scale antincendio, citofoni incendiati e vetri spaccati sono solo alcuni dei problemi che hanno portato spesso l’edificio di Villa Verrocchio al centro delle cronache. Ad avere le mani legate è anche l’amministrazione comunale di Montesilvano che, avendo a che fare con un’area privata, non può che limitarsi a disporre ordinanze nei confronti del condominio e di alcuni privati, che puntualmente però vengono disattese. L’ultimo provvedimento, firmato nei giorni scorsi, è quello relativo alla rottura delle fogne che sta contribuendo a peggiorare le condizioni igienico-sanitarie del complesso edilizio.
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