Non si imbavaglia la libertà di espressione
La riflessione amara sulla censura in Rai che Donatella Di Pietrantonio ha consegnato al Centro nella sua lunga e bella intervista di ieri (recuperatela!) ha scatenato un putiferio nel Palazzo, ha...
La riflessione amara sulla censura in Rai che Donatella Di Pietrantonio ha consegnato al Centro nella sua lunga e bella intervista di ieri (recuperatela!) ha scatenato un putiferio nel Palazzo, ha riacceso la polemica su “Telemeloni”, ha riaperto le vecchie ferite del caso Scurati. Stessa procedura ed effetto: la cancellazione. Il monologo di una delle scrittrici italiane più prestigiose, dunque, è sparito nel nulla. Se possibile, in questo caso, una censura peggiore: perché la Di Pietrantonio nel testo non parlava di politica ma della sua regione. Si è evocata a sproposito la par condicio. Ma questa “sospensione” (indeterminata) nulla ha a che fare con quella legge: Donatella viene censurata, non per quello che aveva detto in tv, ma per quello che pensa da libera cittadina su D’Amico. Imperdonabile perché la politica ha regole ferree: i servi zelanti sono sempre colpa di padroni negligenti. (Lutel)

