«Non solo caprioli, il fiume è un’Arca di Noè»

2 Agosto 2018

L’associazione Nuovo Saline dopo l’esemplare ucciso dai bracconieri: tanti animali, ma nessuno vigila

MONTESILVANO. La femmina adulta uccisa da un bracconiere sulle rive del fiume Saline non è l’unico esemplare di capriolo presente nella zona. Ne sono certi i volontari dell’associazione Nuovo Saline Onlus che, nei giorni precedenti la crudele uccisione dell’animale, avevano immortalato il capriolo mentre si abbeverava nella zona dell’ex discarica di Villa Carmine. «Quotidianamente svolgiamo attività di vigilanza lungo il Saline e possiamo affermare che ci sono almeno dieci esemplari che hanno colonizzato la zona che va dalla confluenza tra il fiume Tavo e Fino fino al ponte in zona Villa Carmine», spiega il presidente Gianluca Milillo. «Alla luce di quanto accaduto, non ce la sentiamo di fornire indicazioni più precise, ma possiamo garantire che negli ultimi anni la qualità ambientale della zona è migliorata per i caprioli, grazie alla diminuzione della presenza dei lupi, per cui la colonia è aumentata».
A fotografare la presenza di un capriolo, nei mesi scorsi, anche il direttore dei lavori dei 3 ponti sul Saline, l’ingegnere Mario Traversini, che oggi si dice amareggiato per la notizia dell’uccisione dell’animale e per la successiva sparizione della carcassa. Ma i caprioli non sono gli unici animali presenti lungo il fiume. «Il Saline è una sorta di Arca di Noé biologica perché ha mantenuto la fauna ittica primitiva, attirando gli uccelli ittiofagi», rivela Milillo. «Abbiamo avvistato a luglio il martin pescatore, il piro piro, i gruccioni. O, ancora, ci sono diverse specie di aironi come la garzetta, il cinerino, il bianco, il rosso, il guardabuoi, o trampolieri minori come il cavaliere d’Italia e il tarabuso. Sul fiume accade di vedere diversi uccelli migratori che si fermano in città nel loro viaggio verso il Nord Europa, come il caso di una spatola inanellata in Africa. Tra i mammiferi, oltre ai caprioli, abbiamo cinghiali, tassi, ricci e scoiattoli». Milillo non nasconde la sua amarezza: «In altre zone d'Italia e del mondo una simile fauna sarebbe tutelata, qui invece non solo non c'è un divieto di caccia, ma noi volontari di Nuovo Saline onlus siamo gli unici a vigilare. Durante i sopralluoghi vediamo tanti animali ma non incontriamo mai chi è pagato per vigilare. Basti pensare che dove è stato ucciso il capriolo proprio stanotte (ieri ndc) è spuntata una discarica di pneumatici». (a.l.)
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