«Non tutti vogliono essere aiutati»
Luigina Tartaglia della Caritas: offriamo bevande calde e coperte
PESCARA. Ci sono persone senza dimora che rifiutano ogni forma di aiuto. Succede, ad esempio, perché hanno problemi psichici, oppure vivono una forma di dipendenza, dalla droga o dall’alcol, o non concepiscono più di vivere in una struttura chiusa. Vengono comunque avvicinate dalle unità di strada che ogni sera (dalle 7 alle 23) si muovono in città alla ricerca dei senza dimora.
«Offriamo assistenza a tutti», dice Luigina Tartaglia della Caritas pensando, ad esempio, «ad una donna che ci è stata segnalata e che abbiamo avvicinato ma ha rifiutato di essere accompagnata in una struttura dove trascorrere la notte». C’è poi un uomo che si vede spesso sotto i portici di piazza Salotto, un disabile che si muove con la stampella e «non sempre è avvicinabile» anche perché ha problemi di alcolismo. «Offriamo comunque qualcosa di caldo da bere e una coperta» aggiunge Tartaglia che, nel tempo, ha conosciuto tanti senzatetto, «tutti con una storia alle spalle, magari di abbandono, e comunque difficile».
Chi soccorre i senza dimora cerca di «far capire che restando in strada corrono dei pericoli, ma non sempre incontriamo la loro disponibilità a farsi aiutare». Nonostante questi rifiuti, Tartaglia ha capito che per i clochard «è importante non essere discriminati». Il suo pensiero va a un uomo malato che si rifugiava in stazione, poi è stato sgomberato. «All’inizio era diffidente ma poi siamo riusciti a portarlo al dormitorio. Oggi ha un buon rapporto con tutti, grazie alla nostra costanza. Abbiamo scoperto che aveva solo paura». Di cosa? «Di chiedere aiuto».
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