«Non vedo l’ora di mangiare gli arrosticini»

5 Giugno 2020

Vent’anni a Milano «ma noi abruzzesi», scherza Massimo Levi, avvocato trapiantato in Lombardia, «continuiamo a sentirci sempre e solo abruzzesi, anche dopo una vita altrove!» E non riesce a stare...

Vent’anni a Milano «ma noi abruzzesi», scherza Massimo Levi, avvocato trapiantato in Lombardia, «continuiamo a sentirci sempre e solo abruzzesi, anche dopo una vita altrove!» E non riesce a stare lontano per molto, un po’ per i genitori, un po’ per passione. Ha una casa al Foro di Ortona e torna spesso. «Ma durante l’emergenza non sono mai tornato», dice serio. Solo contatti telefonici e incontri via Zoom. E non ha mai smesso di lavorare. «Sono giuslavorista, semmai ho avuto un incremento, tra protocolli da applicare nelle aziende, smart working da implementare». Anche lui lavorava da casa, con risultati a volte comici. «Lavorare con i bambini a casa è pazzesco», racconta, «comparivano davanti allo schermo in ogni momento con le richieste più strane! Semmai, ho sofferto il flagello da Zoom, con l’orario di lavoro che si prolunga tantissimo, il sabato, di sera, di notte.»
«Mi ha fatto impressione la reazione della gente», continua. «Mi sembra che siamo a rischio o non a rischio per decreto governativo. Non vedo attenzione ora e non vedevo buon senso prima, con quella caccia all’untore. La gente mette in atto una altalena, senza equilibrio, in base al panico scatenato dai decreti governativi». I milanesi, spiega, sono abbastanza ligi, a parte i più giovani. «Ma è normale che escano. Vedere Milano così vuota e silenziosa è stato surreale, mi faceva male leggere la paura negli occhi degli anziani, una paura quasi irrazionale, legata a quell’età fragile».
E ancora, «Noi abbiamo evitato il fuggi fuggi del ritorno a casa a inizio pandemia. Una cosa stupida, come fuggire da una bomba chimica, non si può sfuggire correndo, ti raggiungerà ovunque». Poi ride: «Sembrerà strano, ma questo per me è stato uno dei più bei periodi della mia vita, a livello familiare. Non mi capiterà mai più di avere tutto questo tempo per godere la famiglia e gli amici».
Alla fine della prossima settimana, Massimo caricherà la famiglia in macchina e tornerà finalmente in Abruzzo. «Abbiamo bisogno di qualcosa di bello. Se posso, vado alle Tremiti a fare immersioni. E poi, appena arrivo, vado a mangiare gli arrosticini. Una cosa che mi è mancata molto è la passeggiata in spiaggia con il cane. Sono abituato, in questo periodo di primavera, ad andare sulla spiaggia libera di Tollo con il mio cane. Lì può correre libero».
E la libertà, ora lo sappiamo, è proprio una cosa da non dare per scontato.
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