Non vuole dividere la cella e aggredisce un agente

Secondo attacco in un mese da parte di un detenuto, in questo caso un pugile Protesta il sindacato, Chiarini (Cisl): siamo carne da macello, pronti allo sciopero
PESCARA. È successo di nuovo. A meno di un mese dall’ultimo episodio, lo scorso 10 febbraio, ieri pomeriggio un altro detenuto all’interno del carcere di San Donato ha picchiato un agente di polizia giudiziaria. In questo caso è toccato al sovirintendente che intorno alle 15,30 di ieri era responsabile del padiglione, la sezione aperta del reparto giudiziario a vigilanza dinamica, dove i detenuti possono circolare dalle 8,30 alle 18,30 per poi rientrare in cella.
Proprio la condivisione della cella è stata la causa per cui il detenuto, che non voleva accogliere un nuovo arrivato, ha colpito con un pugno violento il sovrintendente, mentre questi gli spiegava che non c’erano altre sistemazioni e che avrebbe dovuto pazientare solo per un paio di giorni. Il tempo di trovare altre sistemazioni a uno dei tre nuovi “ospiti”. Ma non ha voluto sentire ragioni. Il detenuto, che poi è il pugile pescarese Emanuel Zuanel, di 35 anni, ha perso le staffe, colpendo lateralmente alla mandibola il sovrintendente che non ha avuto il tempo nè di accorgersi dell’aggressione nè di difendersi o di ripararsi. E di colpo è crollato a terra. Subito soccorso dal collega con l’altro detenuto, è stato medicato e poi, visto che continuava a perdere sangue, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale dove gli è stata riscontrata la frattura della mandibola. Ed è stato ricoverato.
«Stavolta è capitato a me», riferisce a fatica la vittima, esponente sindacale del Sappe che proprio qualche settimana fa aveva denunciato la gravità dell’altra aggressione ai danni di un agente di polizia penitenziaria finito in ospedale con la testa rotta da un detenuto con problemi psichiatrici che gli aveva scagliato uno sgabello in testa.
«Si pensa solo ai detenuti», tuona Paolo Chiarini della Fns Cisl, «mentre il personale sta lavorando con doppi turni da 12 ore e mentre da lunedì sarà riaperta una sentinella su quattro perché non c’è personale sufficiente. Ci si dimentica che il personale è composto da circa 150 unità di cui 30 distaccati, “in presito” da altri istituti, mentre la popolazione carceraria si aggira sulle 300 persone. Il risultato sono queste due aggressioni in meno di un mese, mentre noi continuiamo a essere carne da macello per il direttore e il comandante che non sono in grado di gestire un carcere come questo. Ma stavolta ci organizziamo. Non sono esclusi scioperi». (s.d.l.)
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