Nonna Ermilia, a 100 anni cucina ancora per i nipoti

MONTESILVANO. «Fare beneficenza allunga la vita». È questo l’elisir di Ermilia Ranalli, la nonna di Montesilvano che nei giorni scorsi ha spento 100 candeline circondata dall’affetto di figli e...
MONTESILVANO. «Fare beneficenza allunga la vita». È questo l’elisir di Ermilia Ranalli, la nonna di Montesilvano che nei giorni scorsi ha spento 100 candeline circondata dall’affetto di figli e nipoti che hanno organizzato ben due feste per festeggiare questo importante appuntamento. Nata l’8 settembre del 1919 a Montefino (Teramo), Ermilia è cittadina di Montesilvano da 70 anni quando, con il marito, si trasferì in via Campania, a Villa Verrocchio, nella casa dove tuttora vive con uno dei figli. Casalinga, appassionata di giardinaggio e cucina, la nonna montesilvanese ancora oggi prepara dei gustosi manicaretti per i suoi nipoti e per il suo unico pronipote.
Ma se con il tempo la centenaria ha raggiunto la serenità, la sua vita non è stata tutta rose e fiori. Sposatasi molto giovane con il suo primo amore, Alfonso Di Michele, Ermilia è rimasta vedova appena ventenne a causa della guerra che le ha strappato il marito lasciandola sola con tre figli, Francesco, Rosaria e la piccolissima Rita di appena 30 giorni. Dopo un primo periodo inevitabilmente molto duro, Ermilia ha incontrato Raffaele Plevano che è diventato il suo secondo marito e padre della sua quarta figlia, Elisabetta. Con lui, che aveva un’automobile e fu tra i primi tassisti di Montesilvano, negli anni 50 si è trasferita nella città adriatica dove ha visto nascere e crescere i suoi cinque nipoti e il pronipote.
Parenti e amici nei giorni scorsi hanno festeggiato con lei il traguardo dei 100 anni organizzando una prima festa nella casa di Villa Verrocchio nel giorno del suo compleanno e poi ancora un pranzo al ristorante. A portare l’omaggio della città a questa donna generosa, che nella sua vita si è sempre dedicata alla beneficenza, anche il sindaco Ottavio De Martinis e il consigliere comunale Feliciano D’Ignazio. (a.l.)
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