Norme sismiche, Genio civile paralizzato

5 Aprile 2016

Uffici intasati da un arretrato di 800 pratiche. Protesta della Federazione regionale degli ingegneri

PESCARA. Ci si sarebbe aspettati una quarta proroga per vigenza della legge regionale 28/2011 sulle "Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche", dopo le precedenti tre che dal 26 settembre 2015 l'hanno procrastinata al 16 marzo scorso. Un differimento auspicato per la pianificazione dell'esame delle pratiche, dell'organizzazione degli uffici, della composizione del personale tecnico, posta la validità dell'introduzione di nuove norme a favore della sicurezza pubblica in una regione, l'Abruzzo, vulnerabile dal punto di vista sismico. Professionisti, imprese e operatori lo avevano chiesto a gran voce, ma hanno dovuto constatare, loro malgrado, l’irremovibilità della giunta regionale. Senza che si fosse fatto il lavoro preparatorio per l'attuazione della norma si sarebbe inevitabilmente generato caos nel settore, con ritardi nel disbrigo delle pratiche, lunghe attese e notevoli perdite economiche. Un’impasse alla quale si è inevitabilmente incappati e che già sta generando pesanti effetti con la paralisi degli uffici del Genio civile delle 4 province abruzzesi. Un quadro esaustivo lo traccia il presidente della Federazione regionale degli ingegneri Andrea Zaccarelli in una lettera aperta al presidente Luciano D'Alfonso, all'assessore Mario Mazzocca, al presidente della commissione Lavori pubblici Pierpaolo Petrucci, ai capigruppo del consiglio e al direttore del servizio Emidio Primavera. Zaccarelli fa rilevare come oggi gli uffici del Genio civile di Pescara, Teramo e Chieti, siano intasati da un arretrato di 700/800 pratiche con tempi di rilascio dell'avvenuto deposito (secondo la vecchia normativa, al contrario di quella nuova che prevede l'autorizzazione) che superano i 100 giorni. Pratiche che dovrebbero essere esaminate e restituite secondo i canoni della precedente norma - la 138/96 - ma che ora potrebbero finire per essere trattate con la nuova norma andando incontro alle difficoltà di valutazione e correttezza delle documentazioni introdotte dalla nuova norma come la chek list sperimentale associata alla Relazione sintetica giudicata «estremamente complessa e che allo stato risulta inutile senza l'implementazione di un sistema informatico di aiuto al tecnico istruttore».

Altro vulnus «l'aver disatteso», evidenzia Zaccarelli «la consegna delle pratiche, secondo il Dpr 380/2001, agli Sportelli unici per le attività produttive (Suap) e per l'edilizia (Sue) dei comuni». E poi il personale «che dovrà essere di tecnici laureati nelle discipline strutturali, e non come si apprende da voci circolanti residui di addetti di Abruzzo Engineering dei quali solo alcuni hanno una formazione universitaria adatta a sopportare la nuova sfida». C'e anche il rilievo dell'acquisizione delle pratiche con procedure informatiche a fronte dell'allestimento del sistema Mude commissionato all'Agenzia regionale per l'informatica e la telematica (Arit) che non è mai riuscito a partire. Zaccarelli, contestando l'adozione della check list sperimentale, ne chiede l'annullamento, ribadendo «l'indispensabilità del coinvolgimento della categoria degli ingegneri per la revisione di uno strumento normativo di fondamentale importanza per la Regione Abruzzo. Non averlo fatto, ha comportato i gravi effetti adesso sotto gli occhi di tutti».

Condivide quanto affermato da Zaccarelli il presidente Ance Abruzzo Enrico Ricci, che in un comunicato evidenzia in particolare per L'Aquila i timori di ritardi per la mole enorme delle pratiche della ricostruzione.