Notre Dame de Paris, il ritorno

Il cantante Graziano Galatone parla della fortuna dell’opera di Cocciante
CHIETI. E' un fenomeno inarrestabile, quello di Notre Dame de Paris. L'opera moderna continua a percorrere tutto lo Stivale, tra sold out e standing ovation. Era il 1998 quando a Parigi debuttò nella sua versione originale. Quattro anni dopo a Roma si teneva la prima di quello che sarebbe stato incoronato come il musical dei record. La versione italiana, prodotta da David Zard con musiche di Riccardo Cocciante e l'adattamento di Pasquale Panella, è stata un trionfo dalla prima messa in scena. Dopo quattro anni di sosta, l'opera moderna è tornata a incantare le platee di tutta Italia con il cast originale quasi al completo. Il Centro ha intervistato il cantante e attore pugliese Graziano Galatone, che dal 24 al 27 agosto si esibirà all'anfiteatro La Civitella di Chieti nelle vesti di Febo.
Il tour sta collezionando successi su successi. Come sta vivendo questo ritorno?
«I sogni non si fanno mai due volte, ma in questo caso è accaduto. Il successo è chiaramente dovuto anche al pubblico che ritorna. Non ho dati certi, ma sono convinto che il 70% del pubblico è lo stesso che è venuto già a vederlo e che torna con altri ospiti che si innamorano di questa opera. Questo ci fa tanto piacere.
Ricorda come si è preparato al provino per il ruolo di Febo?
«Intanto ero in ritardo e questo è un dettaglio che non dimenticherò mai. Mi ricordo di non aver studiato bene i brani perché concorrevo anche per il ruolo di Gringoire. Mi ricordo che quando cantai il brano richiesto iniziai in francese e finii non so in quale lingua. Ma loro si soffermarono sull'interpretazione vocale e questo li convinse a scegliermi».
Febo è un personaggio complesso.
«Vocalmente è molto impegnativo. Non è sicuramente un bravo, un buono. E' pieno di sfaccettature, deve saper giocare, prendere in giro, far vedere le due facce di un uomo che ama e che tradisce. Altri ruoli sono ben definiti ma non hanno questa versatilità. E poi due donne se ne innamorano, chi meglio di lui?»
Se non fosse stato Febo chi le sarebbe piaciuto interpretare?
«Ci sono ruoli più belli come Gringoire e Frollo,ma a Febo sono molto affezionato. Me lo tengo caro e cerco di tenerlo sempre in alto. Non sarei in grado oggi psicologicamente di fare un altro ruolo».
Tra le new entry in Notre Dame c'è Tania Tuccinardi, che ha sostituito Claudia D'Ottavi nel ruolo di Fiordaliso. Come ci si trova?
«Sono due personalità e vocalità diverse, ma il ruolo è talmente piccolo, anche se importante, che è difficile trovarsi male. Abbiamo instaurato una bellissima energia in scena e questo è molto importante».
Qual è il segreto di questo musical che continua ad appassionare gli spettatori?
«È uno spettacolo molto ben impacchettato. La forza sta nelle melodie, la musica di Riccardo è eccezionale. Il pubblico esce canticchiando e questo è molto bello. Le coreografie danno un valore aggiunto. Guardando dall'esterno si vedono sette personaggi diversi che incarnano sette situazioni sociali presenti nella vita di un uomo. Questa è anche la genialità, aver tirato fuori sette lati di una persona, come la cattiveria, la bellezza, il potere».
Altri progetti?
«A breve pubblicherò una raccolta delle più belle arie che ho interpretato. Ci sarà anche “Vola mio cuore”, tratto dal musical “Bernadette”, di cui sono autore. Al disco hanno collaborato Giò Di Tonno, Lola Ponce, Matteo Setti, Vittorio Matteucci».
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