Notte da incubo, 200 ettari in fumo: "Roghi dolosi"

12 Luglio 2017

Paura tra Caramanico e San Valentino. Il sindaco Saia: «Tre focolai vicini e in contemporanea fanno pensare a incendi dolosi»

CARAMANICO. Un elicottero solo per tutta la regione, con tre incendi da domare in contemporanea nel Teramano, nell’Aquilano e a Caramanico. Un solo elicottero che è andato anche in avarìa quando, lunedì pomeriggio, di ritorno da Cellino Attanasio, doveva buttare acqua anche sui boschi in fiamme del parco della Maiella. Ma è dovuto rientrare.
Sono cominciate così le oltre 48 ore di inferno quasi certamente di natura dolosa che dalla tarda mattinata di lunedì ha visto la popolazione delle frazioni di San Valentino e Caramanico, e poi di Castiglione a Casauria e, ancora ieri, di Scafa e Lettomanoppello, respirare fumo e paura. Come l’estate rovente di nove anni fa.

Un’emergenza che lunedì ha preso in contropiede tutta la macchina dei soccorsi, resa più scarna e poco rodata, rispetto all’emergenza incendi di nove anni fa, dal passaggio dei Forestali all’Arma dei carabinieri, con la relativa soppressione di uomini, mezzi e competenze da impiegare negli incendi boschivi, e aggravata dalla concomitanza di roghi in Abruzzo e in tutta Italia. Tanto che la flotta nazionale dei canadair è riuscita a inviare un mezzo a Caramanico, arrivato da Cagliari, solo nel tardo pomeriggio di lunedì, per sospendere l’attività al calar del sole. Ma a fronte di tutto questo, l’abnegazione e la professionalità dei vigili del fuoco, oltre cinquanta, e dei volontari della protezione civile, circa 30 unità per turno, sono riusciti ad avere la meglio sull’imponente rogo che ieri, a fine giornata, solo per il territorio tra Caramanico e San Valentino, ha fatto contare oltre duecento ettari andati in fumo.


«Boschi, pini, tutta la vegetazione tipica della zona», spiega il sindaco di San Valentino Antonio Saia, «sono andati distrutti. Ma anche la vegetazione che va verso la valle dell’Orta, zone del parco importanti, con danni anche alle coltivazioni, tra grano e ulivi e ad alcuni aziende agricole. Ma solo danni alle cose».
Eppure durante la notte tra lunedì e martedì, come riferisce lo stesso sindaco, l’assessore Forcone e il consigliere Iacobucci, rimasti a presidio delle frazioni insieme a tanti abitanti, avevano ipotizzato anche qualche sgombero. «Il vento aveva rianimato il fuoco, non si riusciva a bloccarlo», va avanti Saia, «ma poi non è stato necessario».
Le cose sono andate migliorando con l’arrivo, ieri mattina, di due canadair, a cui si è aggiunto nel pomeriggio l’ex elicottero della Forestale in uso ai vigili del fuoco. «Hanno lavorato tanto, vigili del fuoco e volontari della protezione civile sono stati bravissimi», conclude Saia, «presidiando le strade e arginando il fuoco. Di più, con i roghi che si moltiplicavano nelle zone più impervie del vallone profondo tra San Valentino e Caramanico, non era possibile fare muovendosi da terra». Ma affrontata l’emergenza, che fino a ieri sera ha comunque tenuto impegnati i vigili del fuoco, si tratta ora di individuare le eventuali responsabilità di questo inferno. «Con tre focolai partiti quasi in contemporanea e a distanze ravvicinate ma non troppo», commenta Saia, «è facile ritenere che siano dolosi». Ma su questo stanno indagando i carabinieri forestali. Fino a ieri non sono stati trovati inneschi o resti di stoppie sospetti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA