Notte dei saldi annullata, è lite Ora scoppia lo scontro politico

17 Luglio 2023

Il Pd accusa: «La giunta umilia la città, sindaco e Cremonese si dimettano. E il calendario è in ritardo» L’assessore va al contrattacco: «Noi siamo meglio di loro, tanti turisti e il mare ora è da Bandiera blu»

PESCARA. Diventa un caso politico l’annullamento della Notte dei saldi in programma il 29 luglio. Il Pd torna a chiedere le dimissioni del sindaco Carlo Masci, dell’assessore al Turismo Alfredo Cremonese e di tutto il resto della giunta: «Ormai la giunta Masci non ne azzecca una e sta umiliando il Comune di Pescara». Cremonese replica: «Capisco che il Pd voglia mettere del grigio sul buon operato della giunta ma invito i consiglieri a tifare per Pescara: la cartina di tornasole è la presenza dei turisti sempre crescente in città. Pescara è cambiata: adesso è una città turistica». Dopo il caso Trisi, un’altra polemica d’estate.
NIENTE FESTA La Notte dei saldi, da organizzare in concomitanza con l’avvio degli sconti ma per l’8 luglio scorso non c’è stato verso, ora è stata cancellata per una concentrazione di eventi: sempre il 29 luglio ci sono la Notte dei serpenti, ideata dal maestro Enrico Melozzi, con i concerti di Gianluca Grignani e Giusy Ferreri allo Stadio del mare e la festa di Sant’Andrea con la tradizione dei fuochi a mare che richiama migliaia di persone.
IL PD ACCUSA «Nell’anno della consiliatura con il più imponente stanziamento in bilancio per gli eventi», dice il capogruppo Pd Piero Giampietro, «l’annullamento della Notte dei saldi è gravissimo, perché dimostra la totale incapacità amministrativa del centrodestra. Nonostante le risorse non siano mai state così abbondanti come quest’anno, il cartellone del Comune è debolissimo ed è uscito in ritardo rispetto a tutti gli altri enti: molte altre città come Chieti, Francavilla, Montesilvano hanno eventi programmati da tempo mentre Pescara deve solo ringraziare gli imprenditori e le organizzazioni indipendenti che fanno cultura e intrattenimento, nonostante lo stesso Comune metta i bastoni fra le ruote fra piano anti-movida, strade chiuse per lavori durante i saldi e lavori al teatro D’Annunzio durante i premi Flaiano. Sindaco e giunta, ormai in tilt, spieghino cosa intendano fare a questo punto per i lavori su corso Vittorio Emanuele, ma soprattutto di fronte a questi disastri che si susseguono uno dopo l’altro tutti i giorni, spieghino cosa li trattiene ancora dal rassegnare le dimissioni per far amministrare Pescara da un commissario fino alle prossime elezioni. Il Comune di Pescara non può e non deve essere umiliato così».
PARLA CREMONESE L’assessore dipinge un’altra città rispetto alla Pescara criticata dal Pd: «È grave che la contestazione arrivi dai consiglieri che hanno partecipato alle commissioni sul tema. Non è stato annullato proprio niente: visto che il 29 c’è già la Notte dei serpenti che porterà tantissime persone a Pescara, ho chiesto ai commercianti di tenere aperti i negozi e chi vuole lo farà anche se alcuni di loro mi hanno spiegato che, a fine mese, tra i consumatori non c’è tanta propensione agli acquisti. Quindi, l’unica cosa che non sarà fatta sono i micro eventi come gli spettacoli per i bambini per non disperdere il pubblico». Cremonese, poi, fa l’elenco all’opposizione: «È in corso il Pescara Jazz, si è appena chiusa la 50ª edizione dei Premi Flaiano con parata di stelle, in migliaia hanno partecipato agli spettacoli di Funambolika e poi Giro d’Italia, Padel mania Cup e Cartoon on the Bay. L’opposizione», sottolinea Cremonese, «dovrebbe dirmi quale città in Italia ha avuto tutto questo. Ed è in partenza il We Love Fest con Max Gazzé, Raf, Umberto Tozzi e Manuel Agnelli che si esibiranno gratis per il pubblico a differenza di altre città in cui i concerti sono a pagamento. Non ci pensiamo a dimetterci perché siamo stati democraticamente eletti e lo diranno gli elettori se abbiamo fatto bene o male ma, di certo», conclude, «questa giunta ha fatto meglio della precedente. Basti pensare al mare: adesso c’è la Bandiera Blu mentre prima no e si parlava di altro. E poi, quelli che adesso parlano di eventi sono gli stessi che hanno fatto il mercatino etnico spendendo migliaia di euro: non dimentichiamolo».