Nove indagati per le discariche abusive

Coinvolti l’imprenditore Di Vincenzo e otto dirigenti comunali per i rifiuti smaltiti tra il depuratore e l’aeroporto
PESCARA. Si chiude con nove indagati, otto dirigenti comunali e l'imprenditore Giovanni Di Vincenzo, l'inchiesta della procura di Pescara su due discariche abusive scoperte e poste sotto sequestro lo scorso anno dai carabinieri forestali del colonnello Annamaria Angelozzi, coordinati dal procuratore aggiunto Anna Rita Mantini, ubicate in una vasta zona di circa due ettari di terreno tra il depuratore di Pescara e l'aeroporto.
Una delle due discariche, la prima sequestrata dagli investigatori in ordine di tempo, è quella posta sotto il cavalcavia dell'Asse attrezzato e vicinissima al depuratore: discarica che venne segnalata proprio dall'Aca e che ha finito per mettere nei guai l'imprenditore Di Vincenzo. A lui la procura contesta la violazione del codice dell'ambiente, il decreto legislativo 152 del 2006 che regola tutta la disciplina ambientale.
Di Vincenzo, in qualità di amministratore della Di Vincenzo Dino spa, che dal 1999 al 31 dicembre del 2016 ha gestito il depuratore comunale di Pescara in virtù di specifiche convenzioni stipulate con l'amministrazione, che riguardavano oltre alla gestione anche lo smaltimento dei fanghi di depurazione prodotti, è finito nei guai proprio a seguito degli accertamenti svolti dall'Arta su quei fanghi che la forestale trovò in quel terreno posto vicino al depuratore.
Secondo il capo di imputazione, l'imprenditore indagato «attuava l'illecito smaltimento di un’enorme quantità di rifiuti pari a circa 15mila metri cubi, in difetto di alcuna autorizzazione amministrativa emanata dalle competenti autorità settoriali, concretando pertanto la discarica illecita di rifiuti».
La discarica venne fuori casualmente su segnalazione dell'Arta che aveva ricevuto l'invito alla collaborazione da parte delle tre ditte riunite in Ati che si aggiudicarono l'appalto milionario per il potenziamento del depuratore, che avevano necessità di caratterizzare il territorio e quindi chiedevano aiuto proprio all'Arta per quanto riguardava quella discarica in cui si erano imbattuti. Discarica completamente sconosciuta a tutti. I successivi esami effettuati dall'Arta permisero di accertare che i fanghi in questione provenivano proprio dal depuratore. Ed è lavorando attorno a quella discarica che i carabinieri forestali scoprirono anche la seconda discarica abusiva dove erano presenti materiali inerti di ogni genere per un totale di 1.500 metri cubi: legno, materiale vegetale. Elementi di tubazioni in pvc, frammenti in plastica di vario tipo, calcestruzzo, asfalto, e anche rifiuti indifferenziati speciali ma non pericolosi. E dopo aver accertato la provenienza di quei materiali e il fatto che in quel terreno era riservato l'accesso ai mezzi del Comune di Pescara, ecco che gli inquirenti sono arrivati a individuare gli otto dirigenti comunali presenti nell'avviso di conclusione delle indagini depositato dalla procura, accusati sempre della violazione del codice ambientale. Gli indagati si sarebbero alternati tutti al settore manutenzione del Comune di Pescara dal 2003 a oggi: Pierluigi Carugno, Antonio Di Matteo, Emidio Iacone, Michele Di Pasquale, Alessandro Salvati, Pierpaolo Pescara, Tommaso Vespasiano e per finire Paolo D'Incecco, quello attualmente responsabile del settore, passato dalla Provincia in Comune a fine 2017 dopo la tragedia di Rigopiano.
Secondo l'accusa, avrebbero «consentito (o non impedito a ignoti non identificati) che in quell'area di proprietà del Comune, venissero recapitati e depositati numerosi rifiuti derivanti dai detriti di manutenzione stradale effettuata da ditte terze incaricate dal Comune» e numerosi altri rifiuti inerti di ogni genere, «in tal modo consentendo la realizzazione di una discarica abusiva di vaste proporzioni». Adesso i nove indagati avranno a disposizione 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive, richiedere interrogatori o altre attività istruttorie, prima che la procura formalizzi la richiesta di processo.

