«Numeri civici al colle, ora c’è più decoro»

10 Gennaio 2023

Montesilvano, la polemica sulle targhette. L’assessore Di Pasquale: noi riqualifichiamo il borgo storico

MONTESILVANO. «Il decoro parte dalle piccole cose e l’investimento della nostra amministrazione per i numeri civici va in questa direzione». A replicare alle polemiche del Pd e del M5S, che puntano il dito contro l’acquisto e l’installazione di oltre 3.000 etichette con i numeri civici, è l’assessore Francesco Di Pasquale. Proprio in questi giorni, infatti, la ditta incaricata dal Comune, per una spesa di circa 49 mila euro, è alle prese con il posizionamento delle prime 1.730 targhette nelle strade del borgo storico, a cui ne seguiranno altrettante nel corso del 2023. Una spesa eccessiva, per la minoranza, che starebbe causando anche disagi per i residenti alle prese con le nuove numerazioni. «Sono basito dalle affermazioni di coloro che un tempo hanno amministrato, causando gravi disagi ai residenti e che oggi, in vena di trasformismo, si ergono a paladini del Colle. Questa è l’ennesima dimostrazione che la nostra azione, verso la riqualificazione del borgo in tutte le sue componenti, per accrescere l’attrattività turistica e la vivibilità da parte dei residenti, sta andando nel verso giusto. Siamo consapevoli che tante vie ad oggi devono essere denominate», prosegue, «l’azienda incaricata sta lavorando per questo e dove dovranno essere effettuati dei correttivi, li faremo».
Sui disagi per i residenti, soprattutto più anziani, messi in luce dalle forze di opposizione, l’assessore anticipa: «L’amministrazione comunale ha già in programma un incontro con i residenti per spiegare loro quello che accadrà con la nuova numerazione. Vorrei tranquillizzare la consigliera Di Costanzo sul fatto che stiamo seguendo una regolamentazione tecnica sugli adempimenti ecografici previsti dalla normativa vigente in materia di stradario, indirizzario e numerazione interna, senza lasciare nulla al caso. Le istruzioni sono state seguite alla lettera per una perfetta coincidenza tra la denominazione presente e quella attinente allo stradario».
Infine, in merito alla polemica legata a piazza Umberto I, che sulle targhette compare come Umberto Primo, Di Pasquale chiarisce: «Dall’intervento della consigliera Di Costanzo si capisce bene che sia il Pd sia il M5S non conoscono le regole perché i numeri romani, come si evince a pagina 26 del regolamento Istat, devono essere scritti a lettere». (a.l.)