«Nuova area di risulta, decidano i cittadini»

7 Settembre 2017

M5s vuole fare un’assemblea pubblica: «Il progetto cancella metà del verde previsto dal Prg»

PESCARA. Un’assemblea pubblica per coinvolgere cittadini e portatori d’interesse, esaminare nel dettaglio il maxi progetto di riqualificazione delle aree di risulta dell’ex stazione ferroviaria e proporre eventuali correttivi alla proposta varata dalla maggioranza di centrosinistra. È quanto annunciato dai consiglieri comunali del Movimento 5 stelle a pochi giorni dalla presentazione delle osservazioni al Comitato Via della Regione Abruzzo.
Così come già rilevato qualche giorno fa dal centrodestra, secondo i pentastellati lo studio presentato dall’assessore Stefano Civitarese presenta «troppe lacune e poche pretese» in quanto «per spendere i 12 milioni di euro del Masterplan regionale finisce per rinunciare alla metà del verde previsto dal Piano regolatore generale, ponendosi addirittura in contrasto con alcune scelte sulla mobilità approvate da questa stessa amministrazione». La proposta, invece, è di valutare «soluzioni più compatibili con l’ambiente e con le risorse economiche disponibili», in quanto «un Comune in predissesto non può regalare ogni anno milioni di euro ai privati per un’opera inutile e costosa».
Sono diverse le criticità evidenziate dalla consigliera Erika Alessandrini nell’osservazione depositata il 29 agosto scorso: dalla deviazione dei flussi di traffico a monte del tracciato ferroviario verso la rotatoria di via Silvio Pellico, e quindi verso il centro cittadino, alla mancata previsione della realizzazione della filovia e dei contraccolpi sul trasporto pubblico; dalla riduzione della quota di verde pubblico (si passa da una previsione di 103mila metri quadri ai circa 47mila di progetto) all’introduzione di volumetrie residenziali e commerciali non inserite nell’attuale strumento urbanistico; dalla carenza di approfondimenti sulle procedure di stoccaggio dei rifiuti alla mancanza di analisi di rischio e dell’incidenza inquinante sia sulle acque sotterranee sia rispetto alle emissioni in atmosfera e alle vibrazioni generate nelle fasi di cantierizzazione.
La conclusione delle consigliere Enrica Sabatini e Alessandrini è che un’opera così importante per la città deve essere necessariamente assoggettata alla procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) anche perché la viabilità del tratto interessato rientra tecnicamente tra le strade urbane di scorrimento e non tra le "strade di quartiere”. «La riqualificazione dell’area di risulta», prosegue Alessandrini, «deve rappresentare la condizione migliore per lo sviluppo dell’intera nostra città e per migliorare la qualità della vita di chi abita e circola per il centro. Ridurre le aree verdi previste a meno della metà certo non rappresenta uno scenario allettante, specie se lo si fa per introdurre palazzine residenziali e inutili frammenti di commerciale, in un contesto in cui i negozi già presenti continuano a essere messi a dura prova da una crisi economica che non accenna a finire». Un altro aspetto criticato dai 5 stelle riguarda il mancato passaggio della variante urbanistica in consiglio.
«La pianificazione della principale città d’Abruzzo», aggiunge Sabatini, «è stata sottratta agli urbanisti e al volere dei cittadini ed è stata regalata alle banche, sostituendo un vero progetto urbanistico con un piano finanziario che in realtà produce una riduzione di entrata per le casse comunali di 30 milioni di euro».
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