Nuova ferrovia, le proteste non si fermano

Il comitato dei residenti riprende la battaglia contro il progetto di Rfi: «No alla demolizione delle case»
MANOPPELLO. Sono oltre un centinaio i proprietari di case e aziende di Manoppello che rischiano l'abbattimento degli immobili a causa del raddoppio ferroviario sulla linea Pescara-Roma. È la stima elaborata dagli attivisti di Comferr, il comitato cittadino che martedì scorso ha rinnovato le cariche del direttivo dopo la morte dello storico fondatore, Antonio Bianchi. Il nuovo presidente è Katia Colalongo sostenuta da Pierluigi Aceto, Sergio De Meis, Gianni Di Labio, Gianvittorio Finocchio, Francesco Papa, Mauro Di Meo, Sibilla Cesarone e Federico Barbetta. Hermo D'Astolfo, dimissionario per ragioni personali, continua a sostenere la lotta del comitato dietro le quinte.
Comferr, sorto il 13 gennaio 2022, in rappresentanza di oltre 500 iscritti e forte di oltre 5mila firme raccolte tra i cittadini, sta portando avanti la battaglia contro la realizzazione dell'opera di velocizzazione della tratta Roma-Pescara, finanziata dal Pnrr, ed entro il 5 giugno gli attivisti «presenteranno ricorso, presumibilmente al Tar del Lazio», spiegano, «contro il pronunciamento positivo della Via (Valutazione di impatto ambientale) per la realizzazione dei lotti uno (Brecciarola-Interporto-Manoppello) e 2 (Manoppello-Scafa)».
Ad assistere il comitato saranno i legali Giacomo Sgobba e Fabrizio Lofoco, del foro di Bari, che giungeranno a Manoppello lunedì prossimo per fare il punto della situazione con i ricorrenti. Comferr, a tal proposito, ha lanciato una «raccolta di fondi per il pagamento delle spese legali, qualche migliaio di euro», spiegano i vertici. «Speravamo di avere al nostro fianco il Comune di Manoppello in questa battaglia, così non è stato», analizza il neo presidente Colalongo dopo la decisione del Comune di appoggiare il progetto di Rfi seppur con delle “condizioni”, «ma noi non ci arrendiamo e continueremo a mettere in campo tutte le nostre forze sperando che qualcuno si ravveda. In ballo c'è il futuro di cittadini e imprenditori che perderanno case e aziende in un territorio esteso tra Manoppello (oltre 7mila abitanti), Alanno e Brecciarola».
Con la differenza che Alanno ha cambiato rotta sul raddoppio allineandosi a Scafa, da sempre favorevole all'opera. «Per fortuna mantiene la posizione negativa il Comune di Chieti», riflettono gli attivisti di Comferr, «che al momento non ha ceduto alle lusinghe della Regione». Un componente del direttivo, Francesco Papa, analista informatico, ha fatto la conta dei cittadini che saranno danneggiati dal raddoppio, ma otterranno risarcimenti: «Spariranno almeno 60 edifici e sono oltre un centinaio di ricorrenti, tra i quali gli attivisti di Comferr, ai quali saranno rasi al suolo gli immobili di proprietà. Oltre ai danni indiretti, ossia cantieri, rumori, cancellazioni di paesaggi». (c.co.)

