Nuova giunta, nodo Pignoli ma i giochi sono quasi fatti E spunta il nome di Renzetti

Sospiri, coordinatore provinciale di Forza Italia, ribadisce i criteri delle scelte: «Numeri, competenza e continuità». E la ex Martelli lanciata al posto di Toppetti
PESCARA. «Esatta contezza dei numeri». Poi «necessità di squadra, competenze, esigenze e legittime aspirazioni». Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, detta i criteri con cui si andranno a scegliere «gli uomini e le donne che entreranno a far parte dell’esecutivo del sindaco Masci». E ribadisce: «Nessuna tensione all’interno di Forza Italia. Casomai nel centrosinistra, dove abbondano leader e capisquadra con pochi consiglieri-soldati disposti a sostenere il capogruppo dell’opposizione, ma che piuttosto si presenteranno sugli scranni come battitori liberi». Una stoccata di chi probabilmente già sa di aver trovato la quadra attraverso, come scrive lui stesso, «un bel confronto continuo», e «un dialogo aperto con tutti coloro che hanno contribuito al risultato eccezionale delle ultime amministrative».
IL NODO PIGNOLI E la soluzione, che sembra a un passo, gira tutta intorno al nodo Pignoli, il consigliere più votato di Forza Italia ma anche l’unico battitore libero del partito dove invece, come sottolinea Sospiri, «la squadra degli eletti è innanzitutto una famiglia che ha condiviso anni di esperienze, di vittorie e anche di sconfitte, ci conosciamo tutti e ci accomuna il senso di appartenenza». Ciò che manca alla storia politica di Pignoli, in grado di portarsi appresso 1.052 voti «anche se mi ricandidassi con Rifondazione Comunista», come ha dichiarato, proprio perché finora, qualsiasi casacca abbia indossato, ha sempre e solo risposto ai suoi elettori. Ma la domanda a cui dovrà rispondere ora, per entrare in giunta come gli spetta è solo uno: sei pronto a fare il gioco di squadra? In pratica, sei pronto ad adeguarti alle decisioni del sindaco e di tutta la giunta? Se così fosse, la poltrona è già sua, ma sono in tanti, tra chi lo conosce, a dubitare: accettare le regole della squadra, significherebbe anche accettare il rischio di ritrovarsi fuori dal Palazzo ed è su questo che si aspetta una risposta da parte di Pignoli. Il resto, appare già fatto.
QUOTE ROSA A cominciare dalle quote rosa. In questo caso il criterio, al di là dei voti, è la parola “continuità”. Secondo questo principio, appare sempre più certo che le 822 preferenze di Valeria Toppetti, la consigliera azzurra più votata, non varrebbero quanto l’esperienza dell’ex assessore allo Sport Patrizia Martelli, con 693 voti prima dei non eletti. Insieme a Martelli, nell’organigramma ci sarebbe Maria Rita Carota, 814 voti, anche lei come Martelli assessore uscente. In più, il suo ingresso in giunta permetterebbe ai vertici di Forza Italia di sdebitarsi per i risultati portati al partito da Carota e Marcello Antonelli che in accoppiata hanno messo sul piatto la bellezza di 1.704 voti. Un bottino che al di là dell’impegno preso con la base prima delle elezioni, e cioè di farli entrare in Forza Italia ma senza successivi incarichi in giunta, non poteva passare inosservato. Motivo per cui anche Antonelli, ex assessore all’Urbanistica dell’amministrazione Albore Mascia, non dovrebbe restare a mani vuote, ricevendo quasi sicuramente la presidenza della commissione Urbanistica.
GLI ALTRI TRE Restano i tre i posti da riempire, sempre nel caso in cui con Pignoli si dovesse trovare l’alternativa capace di premiare il suo lavoro e al tempo stesso coniugarla con le sue inclinazioni ed esigenze. E se i due assessori sono dati ormai per assodato, Claudio Croce e l’uscente al Bilancio Eugenio Seccia, 799 il primo e 797 voti il secondo, è per la presidenza del consiglio che esce il nome “nuovo”, in linea con il principio del consenso e della continuità: Roberto Renzetti, 740 voti subito dopo Croce e Seccia. L’ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio, insieme a Fabrizio Rapposelli (619 voti) era uno di quelli, oltre a Croce, su cui Sospiri contava e che adesso, seguendo i principi di continuità e consenso potrebbe rimettere dentro, portandosi appresso in Consiglio anche qualcuno dei non eletti più illustri. Fin qui Forza Italia. E gli altri?
LA LEGA NON CEDE Il Carroccio ha una sola casella da riempire e da quanto sembra di capire andrà certamente all’assessore uscente Adelchi Sulpizio, 669 voti. La terza e la quarta quota rosa, secondo Forza Italia (che ne mette due) e Lega, dovranno uscire da Fratelli d’Italia. E qui per la verità un po’ si complica. Perché c’è Gianni Santilli da accontentare dopo la delusione rimediata dal partito alle regionali (sorpassato da Nicoletta Verì diventata assessore con meno voti di lui), ma ci sono anche Alfredo Cremonese, l’assessore più votato della passata giunta Masci e il più votato in assoluto, Cristian Orta, 1.141 preferenze.
SCHEMA FRATELLI D’ITALIA La proposta che fanno gli alleati a Fratelli d’Italia è grosso modo questa: ok Santilli vice sindaco, ok Cremonese ancora in giunta, ma vanno inserite le due donne. E Orta, in virtù del fatto che è alla sua prima esperienza, dovrebbe accontentarsi della presidenza di qualche commissione importante. Da parte loro, i meloniani tirano fuori lo schema che adottò la Lega cinque anni fa e puntano a replicarlo: il Carroccio, come oggi Fratelli d’Italia, aveva 8 consiglieri con cui ottenne vice sindaco, due assessori e presidente del consiglio.
LA SOLUZIONE Una matassa che si potrà sciogliere solo individuando criteri comuni. Per Forza Italia e Lega la chiave sembra quella della continuità. La mano passa a Fratelli d’Italia adesso.

