Nuova impennata dei casi: mai così tanti da novembre
In regione 540 contagi recenti: l’80 per cento nelle province di Chieti e Pescara Cresce anche il conto delle vittime: sono cinque tra cui una 55enne di Bisenti
Brusca impennata dei contagi in Abruzzo. I dati sull’emergenza sanitaria continuano a peggiorare. I nuovi casi sono 540: è il dato più alto registrato da novembre ad oggi. Gli ultimi numeri confermano come le province più colpite siano quelle di Pescara e Chieti, dove è stato accertato quasi l’80 per cento dei contagi recenti. Soffre, in particolare, complice la più contagiosa variante inglese che sta circolando rapidamente, l’area metropolitana. L’auspicio è che il divieto di spostamento tra i comuni, introdotto con l’ordinanza firmata mercoledì sera dal governatore Marco Marsilio, possa frenare la corsa del virus. Intanto aumentano i ricoveri. E ci sono altri cinque morti.
ANCORA VITTIME
Il bilancio delle vittime sale a quota 1.538. Del totale, 1.055 - cioè il 68,6%, più di due su tre - sono relativi alla seconda ondata e, in particolare, il periodo dal 14 settembre a ieri. I cinque decessi segnalati nell’ultimo bollettino dell’assessorato regionale alla Sanità riguardano persone di età compresa tra 55 e 95 anni: due in provincia di Chieti, una in provincia dell’Aquila, una in provincia di Teramo e una in provincia di Pescara. Si tratta di una 55enne di Bisenti, un 64enne di Ocre, una 66enne di Chieti, un 90enne di Ripa Teatina e un 95enne di Nocciano.
NUOVI CASI
I 540 nuovi casi sono emersi dall’analisi di 5.438 tamponi molecolari: è risultato positivo il 9,93% dei campioni. Nelle ultime ore sono stati eseguiti anche 7.852 test antigenici. Seppur di poco superiore ai 526 casi registrati lo scorso 4 febbraio, per vedere un dato così elevato bisogna tornare indietro al 30 novembre, quando l’Abruzzo era nel pieno dell’ondata autunnale.
Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di cinque mesi della provincia di Teramo e il più anziano un 95enne del Pescarese. Quelli con meno di 19 anni, cioè in età scolare, sono ben 91: cinque in provincia dell’Aquila, 15 in provincia di Teramo, 32 in provincia di Chieti e addirittura 39 in provincia di Pescara.
AREA METROPOLITANA
Dei 540 casi, 411 - cioè quasi l’80 per cento - riguardano le province di Pescara e di Chieti, che registrano un repentino incremento dei contagi. In particolare, la zona più colpita è di nuovo l’area metropolitana: oltre 240 i casi accertati nelle ultime ore. La località con più nuovi casi è Pescara: 102 i contagi, tra i dati più alti di sempre. Poi ci sono Chieti (+42), Montesilvano (+42), San Giovanni Teatino (+21; il comune al momento è in zona rossa), Spoltore (+19) e Francavilla al Mare (+15). Nell’area metropolitana il virus corre veloce anche a causa della circolazione della variante inglese, responsabile, secondo le stime degli esperti, della metà dei contagi: sulla diffusione delle varianti è in corso anche in Abruzzo uno studio voluto dall’Istituto superiore di sanità.
Analizzando i dati delle singole province, nel Pescarese l’incremento è pari a 232 unità, secondo dato più alto di sempre dopo il record di 303 di sabato scorso. Segue il Chietino, con 179 contagi in più. Numeri più bassi nel Teramano (+72) e nell’Aquilano (+55). Oltre all’area metropolitana, tra le località con più di dieci nuovi casi vi sono Giulianova (16), L’Aquila (14), Vasto (12) e Ortona (11).
RICOVERI IN AUMENTO
Le tante guarigioni certificate nelle ultime ore, ben 467 (in tutto 34.274 persone), non riescono a compensare i nuovi casi. Gli attualmente positivi al virus, infatti, continuano ad aumentare: sono 67 in più, per un totale di 10.874 unità. E continua il graduale aumento dei ricoveri, che passano dai 548 di mercoledì ai 555 di giovedì.
Il calo registrato a gennaio si è interrotto da tempo: il numero degli ospedalizzati è in costante crescita ormai da due settimane, con un incremento del 27% circa. In particolare, 502 pazienti (+6) sono in terapia non intensiva e 53 (uno in più, al netto di decessi, dimissioni e quattro nuovi ricoveri) sono in terapia intensiva. Gli altri 10.319 positivi (+60) sono in isolamento domiciliare.
OSPEDALE IN TILT
La pressione si fa sentire soprattutto all’ospedale di Pescara. Il Covid Hospital è al completo. I posti letto che si liberano con le dimissioni non sono sufficienti ad accogliere i tanti pazienti che arrivano quotidianamente.
In affanno anche il pronto soccorso, che fa fatica a gestire gli accessi. Proprio per questo il direttore Alberto Albani rilancia l’appello ad andare in ospedale solo per situazioni gravi. Decine i pazienti che, negli ultimi giorni, sono stati trasferiti in altre strutture sanitarie, in particolare all'Aquila. Si avvicina alla saturazione dei posti letto anche l’ospedale di Chieti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

