Nuova impennata di contagi ma diminuiscono i ricoveri

8 Novembre 2021

Sono 178 i casi di ieri, ma rispetto all’anno scorso risulta decisivo l’effetto delle vaccinazioni

La quarta ondata della pandemia decolla, con l’impennata dei casi che sale sempre più in alto anche in Abruzzo: il bollettino di ieri segnala infatti 178 nuovi casi. Ma grazie al vaccino fa meno paura: non solo perché ieri è scesa leggermente la pressione ospedaliera, ma anche perché sono lontanissimi i numeri dell’emergenza sanitaria dell’anno scorso, quando, in questo periodo, la seconda ondata era già forte e l’Abruzzo era alla viglia della zona arancione. Il 7 novembre 2020, infatti, i nuovi casi erano quasi tre volte di più di quelli di oggi, gli attualmente positivi quattro volte di più, l’indice di contagio Rt era leggermente più alto ma il tasso di occupazione dei posti letti era notevolmente superiore a quello odierno.
Resta certo qualche timore per le prossime settimane, a partire dalla situazione dei non vaccinati, i più colpiti in questa fase ma che sempre meno cambiano idea e decidono di prendere parte alla campagna di somministrazione del siero anti-Covid. E poi c’è la questione degli anziani che hanno ricevuto la seconda dose più di sei mesi fa: stanno tornando ad ammalarsi, per questo le Asl accelerano con la somministrazione della terza dose. Infine il tracciamento dei casi, che regge ancora ma che è sempre più in sofferenza, anche perché subisce la carenza di personale medico.
LA SITUAZIONE
DI OGGI
Il bollettino di ieri della Regione, che si riferisce ai tamponi effettuati sabato, parla di 178 nuovi positivi, cioè 33 in più delle 24 ore precedenti. I nuovi contagiati hanno un’età compresa tra i 2 e i 94 anni. Cresce la percentuale di tamponi molecolari positivi al virus: ben il 6,3% sul totale dei 2.793 eseguiti sabato, a cui bisogna aggiungere i 10.728 test antigenici eseguiti dagli abruzzesi. Il bollettino per fortuna non riporta nuovi deceduti, mentre salgono i guariti (+14) ma anche gli attualmente positivi, che sono 2.400 (+164). Scendono invece leggermente i ricoverati in area medica per Covid – da 70 a 68 in 24 ore – e restano invariati quelli in terapia intensiva, che sono 7. Crescono di 166 unità le persone in isolamento domiciliare, che sono 2.325.
Il contagio cresce ancora soprattutto nel Teramano, con i suoi 99 casi di giornata e il virus che sembra ancora diffondersi soprattutto sulla sua costa. Al secondo posto l’Aquilano con 52 nuovi casi, poi il Pescarese con 18 e il Chietino con 7. L’Abruzzo torna quindi ad avere una incidenza dei casi superiore sopra la soglia di attenzione: 52 casi ogni 100mila abitanti negli ultimi sette giorni. Con la provincia di Teramo che alza la media con la sua incidenza di 95, poi L’Aquila a 65, Pescara a 30 e Chieti a 29.
Come ha segnalato l’Istituto Superiore di Sanità nel suo ultimo report che si riferisce alla settima scorsa, l’indice Rt di contagio in Abruzzo è del 1.4, cioè il terzo dato più alto tra le regioni, dietro soltanto a Umbria e Puglia con 1.43. Altre regioni, però, mostrano segnali più preoccupanti in altri indicatori. L’Abruzzo, del resto, ha una pressione ospedaliera lontana dalle soglie di rischio per la zona gialla: i posti letto occupati sono meno del 5% del totale sia per quanto riguarda le terapie intensive, sia per i ricoveri in area medica , mentre le soglie da zona gialla sono rispettivamente del 10 e del 15%.
LA SITUAZIONE
DI UN ANNO FA
Il 7 novembre del 2020 l’Abruzzo stava per entrare in zona arancione. I nuovi casi di giornata erano infatti 432, i deceduti 12. Gli attualmente positivi erano 8.895, mentre i pazienti ricoverati in area medica erano 484, mentre 43 quelli in terapia intensiva. Il report dell’Istituto Superiore di Sanità che prendeva in esame il periodo dal 26 ottobre al primo novembre 2020 parlava di un indice Rt per l’Abruzzo di 1.51 e una pressione ospedaliera che vedeva il 30% dei posti letto occupati in area medica e il 18% nelle terapie intensive.
IL TRACCIAMENTO
REGGE ANCORA
«Un anno fa il tracciamento dei casi era già totalmente saltato, mentre sul territorio si contavano numerosi focolai», dice Giandomenico Pinto, direttore dell’Ucat di Teramo, cioè la task force della Asl per il tracciamento dei casi in provincia, che in questo momento è quella che sta vivendo il maggior incremento di positivi in regione. «Oggi il tracciamento regge ancora nonostante l’impennata dei nuovi casi e non si registrano grandi focolai, è chiaro quindi il ruolo che ha avuto il vaccino nel rallentare la diffusione del virus sul territorio», continua Pinto, «un anno fa inoltre avevamo molte più forze nell’Ucat, quest’anno invece subiamo la carenza di personale medico che si registra in tutta Italia. Questo fattore potrebbe crearci qualche problema nelle prossime settimane, ma per ora il tracciamento funziona sul territorio».
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