Nuova ingiunzione da 2,2 milioni per debiti mai pagati

28 Febbraio 2016

Un decreto notificato al Comune dall’ex gestore di pubblica illuminazione rischia di far saltare l’equilibrio finanziario

MONTESILVANO. Un nuovo duro colpo rischia di dissestare le precarie casse municipali. È un decreto ingiuntivo per circa 2,2 milioni di euro notificato al Comune dalla Cpd Concordia, ditta che per 9 anni si è occupata della pubblica illuminazione nella città adriatica. Stando a quanto sostiene l’impresa, che si è rivolta al Tribunale di Pescara per far valere le proprie ragioni, l’ente avrebbe contratto un ingente debito con il fornitore di servizi per non aver pagato negli anni le spese relative a una serie di adeguamenti.

Ad alzare il velo sull’ultimo conto in rosso del Comune è l’assessore ai Servizi, Paolo Cilli, il quale annuncia che la giunta non ha ancora deciso se opporsi alla ingiunzione. «Dobbiamo di nuovo misurarci con gestioni finanziarie del passato condotte con leggerezza», sottolinea. «Nei giorni scorsi, il Comune ha ricevuto un decreto ingiuntivo di 2 milioni 193mila euro, relativo ad alcuni crediti vantati dalla Cpl Concordia».

Stando al merito della querelle, e ai calcoli fatti dall’ex gestore della pubblica illuminazione, la ditta reclamerebbe l’adeguamento del canone per la variazione del prezzo dell’energia elettrica, a partire dal 2010; l’adeguamento per l’aumento dei punti luce sul territorio comunale, come pure per il ristoro degli investimenti industriali e, infine, per il risarcimento dei costi energetici sostenuti. La ditta creditrice si era aggiudicata, nel marzo del 2005, l’appalto per il servizio di gestione della pubblica illuminazione, che comprendeva la fornitura di energia elettrica, la manutenzione ordinaria e la riqualificazione tecnologica dell’impianto comunale. Il contratto – durata nove anni, per un importo di 429mila euro circa, scaduto il 30 marzo 2014 – era stato prorogato durante la fase di commissariamento dell’ente fino al 30 settembre 2014. A partire da quella data, però, l’amministrazione Maragno ha deciso di internalizzare il servizio, acquistando direttamente l’energia elettrica e affidando le attività di manutenzione a operatori esterni.

Un anno e mezzo dopo la fine dell’appalto dunque, la Cpl Concordia è tornata a battere cassa, pretendendo un credito che rischia di compromettere seriamente gli equilibri finanziarii del Comune. A gestire in prima persona il caso è anche l’assessore al Bilancio, Deborah Comardi, che spiega: «Gli uffici stanno lavorando per valutare la fondatezza di questo debito. Una parte di queste somme, cioè quelle già riconosciute dall’ente, sono state accantonate in bilancio. Se, al termine delle verifiche, gli uffici dovessero accertare ulteriori debiti, si valuterà un’ipotesi transattiva per poter diluire il debito in più annualità».

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