Nuova mappa dei casi in 124 centri più colpiti

Dagli 870 contagiati di Pescara ai dieci di Trasacco, Cugnoli e Roccaraso Ma il virus frena nell’area metropolitana nonostante Montesilvano e Chieti
Trentasei contagi ogni giorno. È questa la media dei casi Covid a Pescara, la città più colpita dalla variante inglese, dove dal 1° marzo a ieri si sono registrati 870 nuovi malati. Il capoluogo adriatico si conferma la città abruzzese con il maggior numero dei casi (anche se sembrano in diminuzione), seguito da un altro centro dell’area metropolitana, Montesilvano (458), che però ha poco più della metà dei positivi della stessa Pescara. Sono 124 i Comuni della regione che contano almeno dieci persone alle prese con il virus.
L’AREA METROPOLITANA. Il territorio più urbanizzato d’Abruzzo è quello maggiormente rappresentato nella speciale “classifica” dei contagi. Con Pescara e Montesilvano il podio viene completato da Chieti che di casi ne fa contare 436.
L’altra città dell’area metropolitana che si piazza tra le prime dieci è Francavilla al Mare, con 205 positivi. L’incremento rallenta nelle altre località della stessa area: Città Sant’Angelo ha 129 casi, sei in più di Spoltore (123), mentre San Giovanni Teatino ne fa registrare 106. Con la somma dei contagi in queste 7 città, si contano 2.327 contagi: in sostanza nell’area metropolitana si ha a che fare con 97 malati ogni giorno.
IL VIRUS RALLENTA. In queste zone il virus rallenta. Prendiamo come esempio Pescara, la città più colpita: il report dopo sedici giorni di marzo parlava di 42 casi quotidiani. In sostanza la media è nettamente scesa. Ma lo stesso vale anche per Montesilvano e Città Sant’Angelo, le uniche due città della stessa area metropolitana che sono rimaste in zona “rosso Marsilio”.
Prendendo ad esempio i dati al 16 marzo, a Montesilvano la media giornaliera dei contagi era di 22, dopo 24 giorni è di 19. A Città Sant’Angelo era di sei casi dopo due settimane, ora di cinque. Dunque in queste due città la situazione migliora, anche se con una progressione inferiore proprio rispetto a Pescara.
PROVINCIA DELL’AQUILA. Se nell’area metropolitana il quadro epidemiologico è andato migliorando, tant’è che cinque dei sette centri sono tornati in zona arancione, era il territorio aquilano quello che più preoccupava dopo l’ultimo monitoraggio di venerdì scorso. E lo stesso capoluogo di regione è la prima città che non fa parte dell’area metropolitana nella classifica dei contagi: L’Aquila si piazza al quarto posto con 321 contagi. Martedì della scorsa settimana ne aveva 189. Un aumento di 132 contagi nel giro di otto giorni, ossia sedici casi giornalieri in media durante questo arco temporale, tredici se si considera dall’inizio del mese. Tra gli altri Comuni dell’Aquilano colpisce anche la situazione di Pratola Peligna, altro centro in zona rossa. Qui dal primo a ieri sono stati 142 i contagi, ma il dato che sorprende è l’incremento rispetto a otto giorni fa, quando i malati si attestavano a 64. In otto giorni l’aumento è stato di 78 casi, tanti per un paese di poco più di 7mila abitanti.
I GRANDI CENTRI. Dando un’occhiata ad altri importanti Comuni abruzzesi, in 24 giorni Teramo ha fatto segnare 205 positivi, Lanciano 264, Avezzano 198, Vasto 172, Giulianova 119.
Poi ci sono località in cui sono cessate le zone rosse come Roseto (196), Ortona (94), Silvi (79), Pineto (67) che da lunedì sono tornate in arancione con la riapertura dei negozi.
MENO CASI. La classifica si chiude con le località che hanno dieci contagi in 24 giorni. Sono sei complessivamente: si tratta di Basciano, Cugnoli, Mozzagrogna, Palombaro, Roccaraso e Trasacco.
Uno in più ne contano Aielli, Lucoli, Sant’Eusanio del Sangro, Torricella Peligna e Treglio.

