Nuova Pescara, è già a rischio il rinvio della fusione al 2024

Adesso i tre consigli comunali hanno un mese di tempo per approvare il cambio della scadenza Ma serve la maggioranza dei due terzi e Spoltore si chiama fuori: «Noi vogliamo partire nel 2027»
PESCARA. Hanno un mese di tempo i consigli comunali di Pescara, Montesilvano e Spoltore per chiedere il rinvio al 1° gennaio 2024 dell’istituzione della Nuova Pescara. Giovedì l’assemblea costitutiva si è riunita per votare la relazione finale del processo che avrebbe dovuto contenere la proposta di statuto, ma anche le funzioni e gli esercizi associati fino ad ora, ma che di fatto è arrivato privo di obiettivi raggiunti. Secondo la legge in vigore, i tre consigli hanno solo una possibilità e cioè quella di chiedere la proroga della scadenza, attualmente fissata al 1° gennaio 2023, di un anno. L’istanza deve avere l’avallo della maggioranza dei due terzi dei tre consigli comunali entro il 31 ottobre. In assemblea è stato votato un ordine del giorno che invita i consiglieri comunali a predisporre la delibera. Basta però uno solo dei tre consigli a non raggiungere la maggioranza dei due terzi per bloccare l’ipotesi di slittamento. E lo scenario al momento sembra esattamente questo: a Spoltore, il presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani ha più volte ribadito che, in mancanza di un rinvio al 2027, opterebbe per la conferma della scadenza al 2023 e l’arrivo del commissario. «Mi sono astenuto dalla votazione dell’ordine del giorno di giovedì», dice Matricciani, «perché questa possibilità è già contenuta nella legge regionale. Porteremo la delibera in consiglio, ma per quello che riguarda me (e con ogni probabilità la maggioranza a Spoltore, ndc) la votazione sarà negativa. Da tempo stiamo chiedendo di portare la data al 2027 e cominciare a mettere insieme i servizi, prevedendo pure una clausola di salvaguardia per cui in caso non dovesse funzionare l’esercizio associato, allora si dovrebbe rinunciare alla fusione stessa. È una questione di responsabilità verso i cittadini. Slittare di un solo anno non serve a nulla».
Assicurano la votazione entro il mese i presidenti dei consigli comunali di Pescara, Marcello Antonelli, che anticipa anche a metà ottobre, e di Montesilvano, Ernesto De Vincentiis. Nel frattempo a ribaltare completamente la situazione potrebbe intervenire la Regione: la maggioranza di centrodestra da mesi sta lavorando a una bozza di modifica della legge regionale che conterrebbe uno slittamento al 2027 e potrebbe approdare presto in discussione. Ieri mattina a Pescara si è riunita la commissione consiliare Nuova Pescara, presieduta da Claudio Croce: «Grazie a un lavoro condiviso con i consiglieri e i parlamentari abruzzesi, fatto nei mesi scorsi, il governo ha approvato recentemente una legge che garantisce le stesse prerogative che i consiglieri hanno per la partecipazione agli organismi comunali anche in occasione delle fusioni, in termini di permessi retribuiti e giustificati».

