Nuova Pescara, 5 milioni per fare la fusione

Riunione in Comune con il presidente del consiglio regionale Sospiri. Croce: «È ora di utilizzare i fondi»
PESCARA. Cinque milioni di euro intercettati mesi fa a Roma per entrare nel vivo della fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. A ricordare il «tesoretto a disposizione delle tre municipalità» in aggiunta ai 300 mila euro previsti già nella legge regionale, è Claudio Croce, il presidente della commissione Statuto che ieri si è riunita alla presenza del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, per l’illustrazione delle modifiche alla norma istitutiva di Nuova Pescara, la cui discussione approderà in aula il prossimo 21 febbraio.
I fondi, per Croce, potranno «essere utilizzati per avvalersi della collaborazione delle migliori professionalità nazionali che dovranno aiutarci a realizzare una nuova città senza ostacoli e intoppi. È tempo di cominciare a spendere quelle somme, ricordando che entro il 30 settembre le tre amministrazioni dovranno riconsegnare la relazione sullo stato di unificazione dei primi tre servizi individuati dalla legge». Il meccanismo della norma che verrà discussa in consiglio, prevede che se i tre Comuni entro il prossimo settembre unificheranno almeno 3 servizi, potranno chiedere (almeno due di loro) una proroga al 2027. In caso contrario, dal 1° gennaio 2024 verrà nominato un commissario, con scioglimento dei tre consigli. A verificare l’adempimento degli obiettivi, come ha spiegato Sospiri, saranno l’ufficio legale del consiglio regionale e del consiglio comunale.
«Da agosto 2018 a oggi, la fusione, nel senso operativo del termine, non ha mosso passi avanti significativi», ha commentato. «Era chiaro che il primo gennaio 2024 sarebbe arrivato un commissario con dei subcommissari per portare avanti l’ordinaria amministrazione dei tre Comuni sino alla data del turno elettorale del 2024, tra maggio e giugno. Qui parliamo di fare un esperimento mai fatto sino a oggi nella storia repubblicana. Abbiamo ritenuto più opportuno cercare di trasformare l’atteggiamento ostativo di Spoltore e Montesilvano in atteggiamento costruttivo e collaborativo per cercare di lasciare, a chi si troverà a ereditare tale incombenza nel 2024 o nel 2027, una parte del lavoro già fatto. L’obiettivo della legge», ha puntualizzato il presidente «è di far capire ad alcuni Comuni e ad alcuni amministratori che ormai quello della nascita della Nuova Pescara è un processo non eludibile». (m.pa.)

