«Nuova Pescara, basta liti» D’Alfonso richiama all’unità

16 Settembre 2023

Appello del deputato Pd ai 3 Consigli comunali che martedì votano lo statuto: «Si cerchi l’accordo, i grandi siano generosi. Va studiata la questione bilanci»

PESCARA. No alle divisioni, sì all’unità di vedute che deve diventare quasi «fidanzamento» tra i tre consigli comunali di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Dall’onorevole Luciano D’Alfonso (Pd) parte un appello a chi, in questi giorni, si trova a decidere sul progetto di fusione, fonte delle prime divisioni sul nome della città che deve nascere, sul numero dei consiglieri nei quattro municipi e sulla presenza degli assessori nei municipi. Martedì è in programma una nuova assemblea sullo statuto e, con l’abbassamento del quorum, Montesilvano e Spoltore potrebbero mettere Pescara in minoranza per l’approvazione definitiva.
In vista di questo appuntamento e della «discussione affannata» che si è sviluppata D’Alfonso richiama «alla consapevolezza» i consiglieri dei tre Comuni chiamati a votare e chiede loro di «andare sottobraccio, affinché i primi dieci anni della fusione, che saranno difficilissimi, non generino il germe della divisività successiva che prima o poi farà scrivere anche l’istituto della Pescarexit». La collaborazione è fondamentale, ricorda, perché altrimenti «si rischia che qualcosa lavori sottotraccia per fare marcia indietro» per cui si deve lavorare per «non partire divisi e divisivi su una questione come il nome della città. È bene occuparsi dei colori del gonfalone, della fusione della protezione civile e della scelta del santo patrono, come si sta facendo ma il progetto di fusione è molto più difficile, è questo il cimento principale. C’è prima il progetto, poi la fusione». A parte le questioni emerse in questi mesi, «non è stata affrontata la questione dei bilanci», dice D’Alfonso chiedendosi se «stanno studiando i documenti contabili perché c’è il rischio che nascano debiti potenziali che zavorreranno l’agibilità economica e finanziaria della Nuova Pescara».
Il parlamentare indica la direzione da seguire e si rivolge in particolare ai pescaresi perché «quando si fanno le fusioni spetta ai grandi la generosità nei confronti dei piccoli, e non mi sembra che si stia coltivando». Per capire come andare avanti ci si dovrebbe documentare «su cosa è accaduto per l’unificazione dell’Italia e nutrirsi di buone letture su come hanno fatto l’unificazione di Malmö, a Trieste e Mostar. Non va bene la prepotenza, la potenza e la forzosità, servono energie ed entusiasmo perché nei primi 10 anni questa personalità giuridica dovrà faticare molto», suggerisce D’Alfonso invitando a «tenere lontani tutti gli argomenti di conflitto».
E quindi per il nome bisogna trovarne uno «che metta tutti d’accordo mentre per gli incarichi operativi troverei un componimento per i primi 10 anni, per rendere tutti entusiasti, e poi farei una regola definitiva, dopo questo primo periodo. Si determinino più fasi. Ora non serve capire chi comanda in ragione dei numeri, si deve evitare di far pesare il peso numerico. Immaginare da subito che uno vince e due perdono non va bene». E quando si parla delle articolazioni amministrative bisogna farlo con l’obiettivo di evitare «contrasti e conflitti».