Nuova Pescara con 3 municipi: ecco come saranno organizzati

18 Gennaio 2023

Inizia a prendere forma lo statuto per regolare la vita amministrativa e le competenze dei territori Alla guida dei singoli enti, consiglieri e mini giunte. Tra i compiti, la manutenzione di verde e strade

PESCARA. Un consiglio comunale centrale, che numericamente dovrebbe ricalcare l’attuale composizione di quello di Pescara, secondo le proporzioni stabilite dal Testo unico degli enti locali, e poi tre o più municipi con funzioni amministrative e rappresentati da mini consigli e mini giunte. Potrebbe essere questa l’ossatura della Nuova Pescara.
A lavorare sull’impalcatura amministrativa è la commissione guidata dal consigliere di Montesilvano Enzo Fidanza e composta dai capigruppo di tutti i gruppi consiliari dei tre Comuni che quasi settimanalmente si riuniscono, alla presenza di Romano Orrù, docente di Diritto costituzionale dell’università di Teramo, che ha contribuito a scrivere la legge regionale istitutiva. «Abbiamo individuato uno scheletro dello statuto e in base a questo abbiamo cominciato dal quarto articolo che riguarda il decentramento amministrativo, il nodo più delicato e complicato da mettere in atto dal punto di vista dell'equilibrio politico dei tre Comuni», afferma Fidanza. La riflessione è concentrata sull’istituzione di municipi, sul numero, la suddivisione territoriale delle loro competenze, i poteri, l'autonomia anche finanziaria di cui saranno dotati, e la formula elettiva dei loro rappresentanti.
IL NUMERO L’ipotesi contenuta nella bozza riguarderebbe l’istituzione di municipi, a più step. «Si sta pensando di partire con tre municipi che coinciderebbero territorialmente con gli attuali tre Comuni per agevolare la partenza», sostiene Fidanza, «salvo poi, dopo la prima legislatura, e quindi dopo i primi 5 anni, individuare 4 o 5 municipi». Nello step successivo, non si tratterà solo di un’aggiunta, ma di una ridistribuzione territoriale che «con il meccanismo già oliato, sarebbe meno traumatica».
CONSIGLIERI E GIUNTA L'altro nodo riguarda la rappresentatività dei municipi stessi. Per farli funzionare, andranno individuati consiglieri di municipio, un presidente e una micro giunta. Nella bozza si sta pensando all’elezione a suffragio diretto per i consiglieri, il cui numero per municipio potrebbe aggirarsi tra i 10 e i 20. Resta saldo il consiglio comunale centrale della città unita, composto da 32 consiglieri più il sindaco, eletti a suffragio diretto. «Introdurremo l'incompatibilità», anticipa il presidente, «per i consiglieri di municipio con il consiglio comunale centrale. Questo significa che ci si potrà candidare per entrambi gli organismi, ma in caso di doppia elezione, bisognerà scegliere». Per giunta e presidente si potrebbe percorrere la strada dell'elezione indiretta, cioè individuati dai consiglieri di municipio, anche se, soprattutto per la figura del presidente, i pareri dei capigruppo sono ancora parecchio discordanti e in tanti preferirebbero un’elezione a suffragio universale anche per quest’ultimo.
I POTERI. Il terzo e l’ultimo punto ha a che fare con poteri e autonomia dei municipi. L’orientamento è di dotarli di funzioni amministrative, per cui le attività di sportello, la manutenzione del verde, delle strade e dell'edilizia pubblica potrebbero essere di loro competenza. «Avranno potere di gestione amministrativa classica», chiarisce Fidanza «ma potranno anche formulare proposte di pianificazione territoriale, senza pareri vincolanti, in modo da non svuotare di poteri il consiglio comunale della città nuova».
I TEMPI Obiettivo della commissione Statuto è di arrivare al documento da sottoporre all'assemblea costitutiva per la sua approvazione entro il 30 giugno 2023. Diversa invece la partita sull'unificazione dei servizi che al momento sembra ferma al palo. L’immobilismo parrebbe legato alla possibilità, che ormai aleggia da mesi, che il consiglio regionale arrivi all'approvazione di un emendamento alla legge con cui tutto il percorso slitterà al 2027.