Nuova Pescara, due municipi per Montesilvano e Spoltore

17 Giugno 2023

Trovato il primo accordo per la fusione: saranno 4 gli enti periferici, Pescara sarà divisa in due Adesso si lavora all’unione dei servizi, Trulli: dobbiamo partire dalle pratiche migliori e accorparle

MONTESILVANO. La Nuova Pescara sarà composta da quattro municipi: due a Pescara, uno a Montesilvano e uno a Spoltore. Ad annunciarlo è il sindaco di Spoltore Chiara Trulli che interviene sul tema che nelle ultime settimane ha fatto molto discutere e dichiara: «Nell’ambito dell’organo di fusione abbiamo già ragionato e trovato una convergenza su quattro municipi in cui dovrà essere strutturata la città, preservando le identità di appartenenza: i municipi originari, cioè i nostri (Montesilvano e Spoltore), con lo sdoppiamento del comune di Pescara che avrà due municipi, come era all’origine, con il fiume che divideva Pescara Nord da quella Sud».
Oltre al tema dei municipi, Trulli, in vista della nuova città che nascerà dalla fusione dei tre Comuni nel 2027, affronta anche il tema dell’unificazione dei servizi. Sotto questo aspetto, Trulli evidenzia che «sicuramente il ragionamento che si dovrà fare sarà partire dalle pratiche migliori. Nella costruzione del nuovo organismo, il modello dovrà essere replicabile e implementabile in tutti e tre i comuni. Un ruolo centrale lo avranno gli studi di fattibilità che, partendo dallo status quo, dovranno restituire la proposta migliore, servizio per servizio, del modello gestionale».
Ma quello dei servizi non è attualmente il tema più caldo in merito alla Nuova Pescara. È proprio intorno alla nascita dei municipi, al loro numero e alla loro estensione e collocazione, che nell’ultimo mese si è focalizzata l’attenzione dei diversi amministratori locali. Alla luce dell’ipotesi di dar vita a quattro municipi, di cui due nel capoluogo adriatico, uno per Montesilvano e l’altro per Spoltore, nei giorni scorsi il consigliere pescarese e presidente della commissione sulla fusione, Claudio Croce, ha evidenziato che nel caso di creazione di quattro municipi così ripartiti, quello di Spoltore sarebbe stato il più piccolo per popolazione. «Questo influirebbe anche sulla rappresentatività da eleggere, motivo per cui ritengo che la definizione della territorialità debba essere stabilita in modo differente», ha dichiarato. Prima di lui, il presidente della commissione Statuto, Enzo Fidanza, aveva evidenziato come la suddivisione in tre municipi sulla base dei confini esistenti sarebbe stata probabilmente la scelta migliore per la fase iniziale. A schierarsi per il «no ai municipi che coincidono con i comuni» era stato, invece, il consigliere pescarese del Pd, Marco Presutti, così come la pentastellata Erika Alessandrini, componente della commissione Statuto di Nuova Pescara, aveva espresso la propria contrarietà a «municipi pesanti» stabiliti a monte, propendendo per la «possibilità di istituirli, ma facendo sì che sia il nuovo soggetto unico a decidere quanti averne, quali e perché».
Dal loro canto, infine, i gruppi consiliari FdI di Pescara, Montesilvano e Spoltore, avevano espresso perplessità in merito al fatto che il dibattito fosse uscito fuori dalle sedi opportune. «Un modus operandi che valutiamo imprudente e poco corretto», avevano commentato in una nota congiunta. «È giusto rispettare il complesso e proficuo percorso fin qui raggiunto dalla Commissione statuto che non può essere inficiato da osservazioni del tutto personali».