Nuova Pescara, fusione legittima: il Tar boccia il ricorso di Spoltore

PESCARA. Il processo di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore è legittimo. Lo ha detto il Tar Abruzzo che nei giorni scorsi ha emesso una sentenza che mette la parola fine a un procedimento...
PESCARA. Il processo di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore è legittimo. Lo ha detto il Tar Abruzzo che nei giorni scorsi ha emesso una sentenza che mette la parola fine a un procedimento aperto otto anni fa.
Il Comune di Spoltore nel 2014 aveva impugnato il decreto numero 12 del 18 febbraio di quell'anno, con cui la Regione aveva indetto il referendum consultivo per il 25 maggio. A opporsi fu Carlo Costantini in qualità di promotore del progetto referendario, fondatore e presidente del comitato per la fusione, che da avvocato rappresentò e difese la causa. Il Tar, l’8 maggio di quell’anno, aveva rigettato la domanda di sospensione, riservandosi di pronunciarsi nel merito. Ciò ha prodotto la storia ormai nota: vale a dire il regolare svolgimento del referendum, la vittoria del sì, con il 64 per cento dei voti, e la successiva legge regionale con la quale nel 2018 è stato istituito il nuovo Comune. Il Comune di Spoltore aveva evidenziato una serie di aspetti, soprattutto temporali, con cui veniva messa in discussione la legittimità dell’atto di indizione, tra cui il fatto che il presidente della giunta regionale aveva fissato il referendum consultivo a febbraio del 2014. Ma, poiché quell’anno si votava anche per il rinnovo del consiglio regionale, la legislatura era scaduta «già da tempo (ossia il 15 dicembre 2013, ndc) e, conseguentemente, era subentrato il regime della prorogatio, per cui i poteri del presidente dovevano ritenersi circoscritti alla sola adozione degli atti di ordinaria amministrazione». Nonostante gli anni passati, il Comune di Spoltore ha chiesto al Tar di pronunciarsi sul ricorso.
E il tribunale ha chiuso la partita alcuni giorni fa, dichiarando il ricorso irricevibile, per sopravvenuta carenza di interesse. Secondo il collegio, poiché Spoltore non ha impugnato il risultato, ed è scaturita una legge regionale nel 2018, «è evidente», si legge nella sentenza, «che, anche l’eventuale annullamento non potrebbe in nessun caso travolgere l’atto di proclamazione».
«Oggi si è chiusa anche questa ultima coda legale e si è definitivamente stabilita la piena legittimità di tutta la procedura referendaria», commenta Costantini. «È una decisione maturata in un tempo in cui tutte le resistenze sembrano essere del tutto superate e consegna definitivamente un risultato che si è prodotto, oltre che nel rispetto della volontà popolare, anche nel pieno rispetto delle norme sui referendum consultivi della Regione Abruzzo».

