Nuova Pescara, fusione rallentata
L’unione con Montesilvano e Spoltore al centro di un convegno a Chiavari dedicato alle città unite
PESCARA. Il tema della Nuova Pescara è rimbalzato all’interno del convegno di Chiavari su “Le città Unite del Tigullio”. L’evento, organizzato come assemblea pubblica da Confindustria Genova, ha visto come tema centrale quello della tavola rotonda “L’obiettivo di una amministrazione pubblica più efficiente”.
«La candidatura del governatore D'Alfonso al Senato e la stasi attuale della Regione, sommati al tempo perso dopo il referendum e all'ostruzionismo di una parte della politica locale, stanno rallentando il processo di fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Non sfugga che siamo di fronte a una situazione molto distante da una dimensione democratica e dal rispetto del volere dei cittadini. Bisogna riavviare il processo di fusione. La frammentazione fa comodo solo a chi va a caccia di poltrone», ha detto Marco Camplone, presidente dell'associazione Nuova Pescara. Sono intervenuti anche Marco Alessandrini, sindaco di Pescara, Paolo Sanguineti, direttore area Chiavari, La Spezia Banco Bpm, Carlo Stagnaro, direttore Osservatorio sull’economia digitale dell’Istituto Bruno Leoni, Roberto Bobbio della Società economica di Chiavari e professore associato università degli studi di Genova, nonché i sindaci delle città di Rapallo, Santo Stefano d’Aveto, Chiavari, Sestri Levante, Moconesi, Genova, e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. «Ci fa piacere che i comuni del Tigullio pensino alla fusione e che guardino a Pescara, dove l'unione porterà a una città di 190mila abitanti», ha aggiunto Camplone, che ha ricordato che Pescara è geneticamente predisposta per le fusioni essendo essa stessa frutto della fusione con Castellamare Adriatico. «Non badiamo alla voce risparmio, che pure avrà il suo peso, ma alle opportunità che si schiuderanno unendo le forze. La fusione è il primo passo verso il futuro. Decidiamo che cosa vogliamo diventare». Alessandrini ha espresso parere positivo all'unione dei tre comuni, ma ha parlato di tempi lunghi per via dell'immobilismo della Regione dovuta all'elezione di D'Alfonso a senatore. (e.r.)

