«Nuova Pescara, il progetto è sbagliato»
I Cattolici e popolari per l’Abruzzo bocciano ancora una volta il progetto della Nuova Pescara, ossia la fusione dei tre Comuni del capoluogo adriatico, Montesilvano e Spoltore. Ieri il coordinatore...
I Cattolici e popolari per l’Abruzzo bocciano ancora una volta il progetto della Nuova Pescara, ossia la fusione dei tre Comuni del capoluogo adriatico, Montesilvano e Spoltore. Ieri il coordinatore regionale Licio Di Biase, in una nota, ha ribadito le perplessità già espresse. «Le prossime elezioni amministrative di Pescara e Montesilvano», dice, «vedranno inevitabilmente al centro del dibattito e delle scelte future il problema relativo alla fusione tra Pescara, Spoltore e Montesilvano. Va ribadito che siamo di fronte ad una scelta sbagliata, frutto di un referendum drogato. I referendum sono espressioni di contingenze e spetta alla politica trovare le giuste risposte e mediazioni. Sostenere “sic et simpliciter” che si applica l’esito di un referendum è la resa della classe politica incapace di determinare scelte nell’interesse, in questo caso, dell’intera collettività regionale. Sta accadendo addirittura in Inghilterra che la Brexit venga rimessa in discussione». «La fusione», sostiene Di Biase, «determinerebbe la scomparsa di due dei tre consigli comunali. Questo viene considerato un grande obbiettivo, perché così si risparmierebbero risorse col taglio delle indennità e dei gettoni per assessori e consiglieri. Non può essere preso in considerazione questo fattore. È grave per un Paese che si ritiene ancora democratico. Questo appartiene alla demagogia populista e popolana, centralista e falsamente democratica, anche se c’è il tentativo, per addolcire la nascita della cosiddetta Grande Pescara, di riequilibrare questo scompenso democratico con l’introduzione dei municipi». «Costituire oggi un Comune di 200mila abitanti», aggiunge, «non serve a nulla. Infatti, non si rientra nel novero dei Comuni superiori ai 250mila abitanti, per cui ci potrebbero essere dei vantaggi economici e normativi».

