«Nuova Pescara, no al commissario»

Sospiri: pronti ad accelerare la fusione dei Comuni, ma niente fughe in avanti
PESCARA. Accelerazione sì, ma nessun commissario. È netta la presa di posizione del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia) sulla Nuova Pescara. «La legge per l’istituzione è sempre stata chiara», dice Sospiri, «oggi non è previsto alcun commissariamento per i Comuni coinvolti nel processo di fusione, visto che è stato stabilito sin dall’inizio il possibile slittamento al 2024, quando peraltro giungeranno a naturale scadenza le amministrazioni di Pescara e Montesilvano. Il punto su cui concordo è quello di imprimere un’accelerata al processo di unificazione dei servizi». Sospiri vuole mettere un elenco di date nero su bianco: «Su questo, con il presidente della giunta regionale Marco Marsilio fisseremo una dettagliata road map, senza fughe in avanti del senatore D’Alfonso».
Ormai da settimane il processo di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, ingolfato in commissioni e assemblee costitutive disertate e inoperose, ha visto da più voci la richiesta di commissariamento. A sollecitarlo tra gli altri, l'associazione Nuova Pescara, Confindustria, il senatore Pd Luciano D'Alfonso, mentre i membri di opposizione in consiglio a Pescara hanno proposto l’istituzione di una commissione comunale dedicata alla fusione. «L’iter amministrativo che ci porterà alla nascita della nuova città», puntualizza il presidente Sospiri «è partito da una legge da me depositata dopo l’esito del referendum, semplice, chiara, sulla quale al contrario l’allora presidente D’Alfonso ha scelto di tergiversare per quattro anni portando al voto la prima e la quarta città d’Abruzzo, Pescara e Montesilvano, nel 2019, pretendendo poi lo scioglimento delle due assemblee nel 2022, dopo appena tre anni». Secondo Sospiri, «i Comuni non devono perdere tempo, ma devono operare per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini».
La legge prevede l'istituzione del nuovo Comune entro il 1° gennaio 2023, con possibile slittamento all’anno dopo. Motivo per il quale, per Sospiri, «non ci sarà alcun commissariamento. Sceglieremo la data più opportuna per dare forma al processo di fusione vero e proprio, che però non significa interrompere anzitempo le due consiliature ancora in corso né far tornare al voto già nel 2023 Spoltore che rinnoverà il proprio consiglio proprio tra qualche mese, nel 2022». L’obiettivo della presidenza del consiglio regionale è di stilare un cronoprogramma dei servizi da unificare e di «stanziare le risorse necessarie sulla base di un’analisi capillare delle differenti situazioni dei tre Comuni», conclude.
«Sono consapevole che la politica ha perso tempo in questi anni», interviene il consigliere regionale FdI Guerino Testa, da sempre sostenitore del processo di fusione, «ma è pur vero che abbiamo dovuto fronteggiare una situazione pandemica. Ora tutti, Regione e Comuni interessati, dobbiamo riprenderci il tempo perso, ma senza commissariamenti. Bisogna affrettarsi subito per accorpare i servizi dei tre Comuni. La nuova città non servirà solo a ingrossare il dato anagrafico, ma fornirà servizi efficienti e migliori di quelli attuali e assumerà un peso notevole nello scacchiere nazionale. Le tre città devono vedere con la fusione un'evoluzione migliore delle loro specifiche attitudini. Ecco perché oggi, la politica con i dirigenti non devono perdere tempo e devono mostrarsi all’altezza di questa sfida enorme che deve essere colta. Non possiamo assolutamente non tenere fede all’esito referendario». (m.pa.)

