«Nuova Pescara, ora basta con i rinvii»

Nel dibattito interviene Pagliuca, presidente di Confindustria: «Marsilio si adoperi per la corretta applicazione della legge»
PESCARA. «Rimandare al 2027 sarebbe una sconfitta per tutti, sarebbe mettere la firma al fallimento di uno tra i pochi progetti istituzionali davvero innovativi per il futuro del territorio. Stiamo parlando della più grande fusione di Comuni mai realizzata in Europa». Va dritto al punto il presidente di Confindustria Chieti Pescara, Silvano Pagliuca, intervenendo sull’ipotesi, attraverso un emendamento alla legge regionale del 2018, di slittamento dell’istituzione della Nuova Pescara avanzata in un vertice di centrodestra della scorsa settimana e che nelle ultime ore ha generato una valanga di critiche tra associazioni e esponenti politici che invece spingono sull’acceleratore.
La norma prevede che il processo di fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore venga completato entro il 1° gennaio 2023, con possibile slittamento al 2024. «È dal 2014 che imprese e cittadini hanno manifestato la propria volontà in merito al progetto di Nuova Pescara», va avanti Pagliuca. «Oggi l’inerzia politica e gli interessi di pochi stanno tarpando le ali alle possibilità di sviluppo di un territorio. Gli anni sono passati e ora perfino la beffa di un’ipotesi di modifica alla legge. La variabile tempo, che nella politica viene spesso trascurata, è fondamentale, soprattutto per le imprese». Numeri alla mano relativi al territorio «che coinvolge circa 94 Kmq di superficie e più di 192mila abitanti e una popolazione con un’età media di circa 41 anni», Pagliuca snocciola i vantaggi del progetto di fusione che vanno dai risparmi dei costi, alla semplificazione amministrativa, fino a più finanziamenti. «Sull’area si concentrano più di 20mila imprese con un bilancio di area estesa che ammonta a 181milioni di euro. Il solo risparmio sulla gestione degli organi politici si potrebbe attestare intorno al milione di euro. La fusione dei tre Comuni snellirà l’apparato politico, ora ingolfato da tre sindaci e circa 90 tra assessori e consiglieri comunali e porterà un bel risparmio alla collettività. Soprattutto, permetterà di mettere in cantiere interventi di pianificazione territoriale e urbanistica ora impensabili» afferma. E poi, secondo Pagliuca, l'unione dei tre Comuni porterebbe ingenti risorse dallo Stato e la possibilità di deroga al Patto di Stabilità, «alleggerendo cittadini e imprese vessati a causa della pesante situazione dei bilanci comunali da amministrazioni che cercano di far tornare i conti utilizzando per lo più la leva fiscale». La richiesta di Confindustria è rivolta al presidente della Regione Marco Marsilio, affinché si adoperi, «per la corretta applicazione della legge regionale del 2018; auspichiamo al contempo che la politica torni al servizio di cittadini e imprese superando i particolarismi. Ci aspetta una nuova, grande città a livello delle migliori realtà europee».

