«Nuova Pescara, ora basta rinvii»

31 Luglio 2022

I consiglieri emeriti: «La legge regionale è chiara e va applicata» 

PESCARA . No ai ritardi sull’istituzione della Nuova Pescara. Sul rischio di uno slittamento al 2027, intervengono i consiglieri emeriti di Pescara e l’associazone Nuova Pescara. Nei giorni scorsi il consigliere regionale di centrosinistra Antonio Blasioli ha accusato il centrodestra di lavorare a un emendamento, da discutere martedì in consiglio, per rinviare la data di istituzione della Nuova Pescara al 2027. L’accusa è stata immediatamente smentita dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dal capogruppo Lega, Vincenzo D'Incecco, che invece hanno annunciato di essere impegnati su una proposta di riforma contenente tappe e servizi da unire.
«Non c’è alcun motivo concreto per differire la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore al 2027. La legge regionale del 2018 prevede la possibilità di spostare la data all'inizio del 2024, data che è già slittata dal 2022 al 2023. Andare oltre sarebbe un'offesa ai cittadini, uno sfregio all'esito referendario e un insulto alla legge». È la posizione espressa dall'associazione Nuova Pescara. «Per la Brexit ci sono voluti, ad occhio e croce, otto mesi, per fare Nuova Pescara non si possono chiedere 13 anni salvo ulteriori spostamenti», dicono ancora dall'associazione Nuova Pescara che ha rivelato di aver ricevuto una richiesta di collaborazione «dalle forze di maggioranza in Regione per l’eventuale miglioramento dell’emendamento che porta la Nuova Pescara al 2027».
«La legge regionale, nell’istituire la Nuova Pescara, ha fissato», dice Mario Sorgentone a nome dei consiglieri emeriti, «un cronoprogramma preciso e circostanziato degli adempimenti propedeutici alla fusione», con l’elenco dei servizi comunali da attivare in esercizio associato, con scadenze precise, sanzioni e commissariamenti in caso di inadempienza. Prescrizioni che i Comuni avrebbero dovuto attuare, che, invece, hanno totalmente disatteso». (m.p.)