Nuova Pescara, ora si accelera «Subito a confronto i tre sindaci»

2 Settembre 2019

Carlo Costantini, il promotore del progetto, vuole aprire il dialogo sui contenuti e superare i pregiudizi «No al nuovo referendum proposto da Montesilvano. Si pensi a una convenzione con l’Università» 

PESCARA. Aprire un dialogo sui contenuti. Avviare un confronto tra i sindaci di Pescara, Montesilvano e Spoltore, i tre comuni che daranno vita alla Nuova Pescara. E superare così, con la forza della concretezza, tutti i tentennamenti, le preoccupazioni e i pregiudizi che hanno accompagnato il progetto fino ad oggi e che non sono ancora completamente spariti. Il suggerimento arriva da Carlo Costantini, consigliere comunale di “Faremo Grande Pescara” e padre del progetto di fusione tra le tre realtà, già al centro di un referendum nel 2014. Se ne discuterà il 19 settembre (ore 17) nel corso di una riunione congiunta dei tre consigli comunali (la convocazione ufficiale è attesa per oggi, da parte del presidente dell’assise pescarese Marcello Antonelli). Poi la commissione intercomunale Statuto (composta dai capigruppo dei tre comuni), una volta istituita, dovrà mettersi al lavoro per definire il percorso. Ma oltre alle tappe scandite dal calendario istituzionale, ce ne dovrebbero essere anche delle altre, dice sempre Costantini alla luce delle resistenze che si sollevano da Spoltore e, in parte, anche da Montesilvano.
Che cosa suggerisce?
E’ importante che si apra un dialogo sui contenuti perché fino ad ora le valutazioni sono state di carattere macroeconomico e politico. Se ci sono dei pregiudizi, o forse si dovrebbe parlare di preoccupazioni, è perché non si affrontano nel merito. Iniziando a lavorare si eviterebbe che questi timori compromettano il percorso da seguire. Se poi, strada facendo, emergerà che ci sono degli elementi di preoccupazione fondati, si dovrà lavorare per superare gli ostacoli. Ma le preoccupazioni non possono fermare il processo, anzi lo devono accelerare.
Di preciso cosa si dovrebbe fare?
Io temo che i vertici delle tre amministrazioni comunali non si stiano parlando molto. Noto una certa incapacità di costruire dei tavoli di confronto. Forse, sarebbe opportuno parlarsi un po’ di più. Io dico, cioè, di entrare nel merito dei problemi, visto che si continuano ad affrontare questioni facciata, di forma, ma non ci si occupa della sostanza. Serve un confronto tra i tre Comuni e chiedo che sia costante, perché credo che sarebbe anche rassicurante.
In concreto?
Si deve iniziare subito, in anticipo, ad individuare le forme possibili di fusione delle funzioni amministrative, perché per alcune si può già lavorare alla fusione, oppure si devono pensare dei percorsi di avvicinamento. Un esempio? La pianificazione urbanistica. E invece oggi i Comuni sono ancora concentrati su un’organizzazione della mobilità ciascuno per proprio conto e sui sensi unici nei singoli territori, per dirne una.
Dal presidente del consiglio comunale di Montesilvano, Ernesto De Vincentiis, è arrivata l’idea di un nuovo referendum su questo tema. Cosa ne pensa?
I referendum si fanno prima dell’approvazione delle leggi, non dopo. Ormai la parte preparatoria del processo di fusione è conclusa. Le preoccupazioni di Montesilvano e Spoltore non sono campate per aria, ma possono essere gestite con intelligenza perché la costruzione degli equilibri va promossa ora, con una forma di decentramento amministrativo, assicurando delle risorse, prevedendo dei municipi a suffragio universale, ad esempio. Se ci mettiamo a lavorare e creiamo le condizioni, anche le loro preoccupazioni saranno superate. Anziché ipotizzare un secondo referendum spenderei le energie per costruire uno statuto nella migliore forma possibile.
E lei, che clima registra?
In Comune, a Pescara, c’è una sostanziale condivisione, tutte le forze politiche e civiche erano favorevoli anche in campagna elettorale. A Montesilvano e Spoltore molti sono convinti e anche se l’idea di stare insieme non è maturata nel ceto politico, è maturata nei cittadini, che mi chiedono di andare avanti e di fare presto. Questa iniziativa, poi, ci pone al centro del panorama politico e istituzionale nazionale.
La Nuova Pescara diventa un modello?
Sì, e lo dimostra l’interessamento di alcuni Comuni importanti del Lazio. Una città capoluogo di provincia mi ha contattato per chiedere un supporto, essendo interessata al progetto. E ritengo che la complessità del processo, che coinvolge molti aspetti, dovrebbe stimolare l’Università a mettere a disposizione competenze e professionalità. Si potrebbe pensare a delle convenzioni con l’ateneo, e ho chiesto al presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri di attivarsi su questo punto, durante la riunione della commissione comunale Statuto a cui ha partecipato. D’altronde ci sono già delle tesi di laurea in Economia di studenti che hanno studiato il processo di fusione.
Avrete un supporto tecnico?
Abbiamo 300mila euro della Regione che ci consentiranno di avere un supporto scientifico per implementare il lavoro della commissione Statuto.
E lei, che ruolo avrà?
Essendo capogruppo in consiglio comunale io faccio parte di diritto della commissione intercomunale Statuto, sulla quale credo si sia tardato. E poi darò il contributo che mi sarà consentito di dare. Mi sono candidato per portare a termine questo progetto, è la mia mission. E mi impegnerò incondizionatamente. In questo momento storico è la cosa più importante.