Nuova Pescara, ora si fa sul serio: i superesperti preparano lo statuto

21 Settembre 2019

Marsilio ha garantito a Masci e ai sindaci di Montesilvano e Spoltore i 300mila euro necessari per pagare i professionisti chiamati a redigere il primo atto ufficiale della fusione dei tre comuni

PESCARA. Subito 300mila euro dalla Regione, ripartiti fra i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore in maniera proporzionale al numero degli abitanti, per traghettare il progetto della Nuova Pescara verso una fase strettamente operativa. L’obiettivo, ribadito ieri dal governatore Marco Marsilio durante un incontro con i sindaci negli uffici di Piazza Unione, è di rendere disponibile il finanziamento nei prossimi giorni, così come previsto dalla legge regionale. I fondi, su proposta del sindaco di Pescara Carlo Masci, serviranno in primo luogo a costituire una commissione di studio formata da «tecnici ed esperti in materia, con il contributo dell’università», con il compito di «supportare le attività della commissione statuto» nominata durante l’assemblea di giovedì e composta da tutti i capigruppo consiliari.
In linea, dunque, con quanto previsto dalla legge istitutiva regionale che, come ricorda il consigliere Carlo Costantini (Faremo Grande Pescara), stabilisce che le somme servano a «incentivare e supportare l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi comunali e la riorganizzazione delle strutture dei tre Comuni coinvolti nel processo di fusione». Al vertice in Regione hanno partecipato anche il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, i sindaci di Pescara, Masci, di Montesilvano, Ottavio De Martinis, e di Spoltore, Luciano Di Lorito. Presenti anche i presidenti dei rispettivi consigli comunali Marcello Antonelli (Pescara), Ernesto De Vincentiis (Montesilvano) e Lucio Matricciani (Spoltore), e il presidente della commissione statuto del Comune di Pescara Claudio Croce. Alcune criticità sono emerse in merito alla legge istitutiva numero 26 del 24 agosto 2018. Secondo i sindaci e alcuni amministratori di centrodestra e centrosinistra, la normativa andrebbe riscritta poiché presenta «lacune e carenze». Suggerisce di «lavorare per modificare la quantità delle risorse regionali, che devono essere di gran lunga superiori ai 300mila euro stabiliti dalla legge», il capogruppo del Pd al Comune di Pescara Giacomo Cuzzi. «Credo si possa ragionare con il Governo, affinché la fusione della Nuova Pescara, di così grande portata, possa avere dei trasferimenti economici significativi, regole chiare che diano pari dignità ai territori interessati, lavorare da subito per la creazione del decentramento amministrativo e dei servizi con le municipalità autonome dal punto di vista finanziario e con organismi di rappresentanza elettiva. Una riorganizzazione dei servizi che coinvolga un’area molto più vasta, corrispondente all’area metropolitana Pescara-Chieti». «La legge regionale istitutiva della Nuova Pescara», dice Cristian Odoardi, vice presidente dell’associazione Nuova Pescara, «votata all’unanimità, non è la migliore legge possibile, ma è stata prodotta da politici democraticamente eletti e va accettata. La nostra associazione, che aveva inutilmente proposto delle modifiche sostanziali e delle integrazioni atte a velocizzare i lavori e a rendere più fluidi i meccanismi, l’ha accettata. Riteniamo sia malsana l’idea di assillare la Regione nel velleitario tentativo di cambiarla e così dare ai cittadini l’impressione che la politica sia incapace di costruire». E mentre i consiglieri dell’Udc di Pescara e Montesilvano, Massimiliano Pignoli e Valter Cozzi, ribadiscono la loro «ferma contrarietà alla Nuova Pescara» perché «non ci sono le condizioni politiche e amministrative», M5s conferma di rimanere «saldo e coerente al fianco della volontà elettorale di migliaia di cittadini, pronto a lavorare per assolvere tutti gli obblighi imposti da una legge che vige da più di un anno e rispetto alla quale nulla è stato fatto».