«Nuova Pescara, prima servizi condivisi efficienti»

Il sindaco di Montesilvano replica alla proposta di unire i tre comuni dal 2021 «Implementare tributi, rete informativa, lavori, mobilità, servizi scolastici ecc.»
MONTESILVANO. «La volontà popolare in merito al progetto di fusione dei comuni di Montesilvano, Pescara e Spoltore è un dato incontrovertibile. Ma è cosa altrettanto certa che i cittadini esigono dalle amministrazioni servizi efficienti e qualitativamente elevati, che il processo di fusione così come è stata studiato invece non riuscirebbe a garantire». A dirlo è il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno all’indomani dell’incontro sul Progetto di legge per la fusione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Questa mattina infatti, il Pdl sarà portato in commissione e il presidente dell’associazione Grande Pescara, Marco Camplone, ha già dichiarato che la data del 2022 indicata dal testo di legge e quella del 2024 suggerita dal centrodestra sono solo l’ennesimo tentativo di “spostare l’asticella” in avanti «con l’obiettivo di arrivare alla sostanziale invalidazione del referendum». Questo invece l’obiettivo dell’associazione: 1° gennaio del 2021 data istituzione della Nuova Pescara, con tempi più rapidi per arrivare all’Assemblea costitutiva. Tempi che preoccupano il sindaco di Montesilvano.
«È assolutamente necessario e fisiologico, affinché questo progetto possa realmente portare i vantaggi attesi sul territorio, rivedere le tempistiche di fusione, cominciando da una concreta e graduale condivisione dei servizi, bilancio, i tributi, la pianificazione territoriale ed urbanistica, le infrastrutture, l’integrazione delle reti e dei sistemi informativi, delle banche dati e dei corrispondenti processi di elaborazione e gestione, i lavori pubblici, le manutenzioni, la polizia locale, la gestione dei rifiuti, la tutela ambientale, la logistica e il commercio, la mobilità, i servizi e le politiche sociali, i servizi scolastici, la promozione turistica e solo in un secondo momento giungere ad una fusione completa», sostiene Maragno.
«L'assenza di concertazione delle stesse amministrazioni coinvolte nel processo di fusione è un aspetto altrettanto importante che mette in evidenza la debolezza della nuova proposta. C'è infine la questione delle rappresentanze provinciali». Il sindaco di Montesilvano sottolinea come, ai sensi della legge 56 del 2014, la cessazione dalla carica di consigliere comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale e, inoltre, impedisce la candidatura alle elezioni provinciali. «Ciò significa», prosegue Maragno «che se il processo di fusione andasse avanti così come pensato, non vi sarebbero rappresentative dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore nella istituzione provinciale di prossima elezione. La nostra amministrazione ha presentato proposte che hanno come finalità esclusiva l'ottimizzazione dei servizi e la loro qualità. L'unico grande obiettivo della fusione dei tre Comuni», conclude Francesco Maragno «dovrebbe essere la tutela degli interessi, anche economici, dei cittadini. Cosa che ad oggi, la proposta di legge così come è stata confezionata non prende nemmeno in considerazione».
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