Nuova Pescara, salta il consiglio

8 Ottobre 2021

Va deserta la seduta convocata per approvare le relazioni sul processo di fusione

MONTESILVANO. Solo 30 consiglieri di Pescara, Montesilvano e Spoltore erano presenti ieri pomeriggio all’Aurum per la seduta dell’assemblea costitutiva della Nuova Pescara. La riunione era stata convocata per approvare le relazioni semestrali al 31 dicembre 2020 e al 30 giugno 2021 riguardo al monitoraggio del processo di fusione tra i tre Comuni.
Ma non si è raggiunto il quorum per svolgere la seduta che è di almeno 38 consiglieri. Alcuni politici, circa una decina, hanno inviato una lettera all’ufficio di presidenza dell’assemblea costitutiva spiegando che la loro assenza era dovuta ad impegni lavorativi.
Così, dopo le commissioni andate spesso deserte, anche l’assemblea costitutiva non si è riuscita a riunire per le tante assenze. Un pessimo segnale politico per il processo di fusione che non riesce ancora a decollare. «Convocheremo di nuovo l’assemblea costitutiva entro questo mese, cercando di svolgerla in un orario che non crei problemi ai consiglieri impegnati per lavoro», ha fatto presente il presidente del consiglio comunale di Pescara Marcello Antonelli, che non ha nascosto la sua amarezza per la seduta andata deserta.
Risale all’8 agosto del 2018 l’approvazione della legge regionale per la fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore e da allora la procedura per arrivare alla costituzione della Nuova Pescara è, di fatto, andata a rilento. Tanto è vero che sono state spostate tutte le date dell’operazione.
La legge regionale, comunque, ricalca ciò che prevedeva il referendum del 25 maggio 2014, in cui la maggioranza dei cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore si espresse a favore del processo di fusione. Il progetto prevede la nascita di un nuovo Comune in grado di competere nel medio Adriatico con grandi città come Bari e Ancona.
L’obiettivo è anche quello di rilanciare un’intera regione, la fascia costiera, ma anche l’entroterra abruzzese. I vantaggi, secondo i favorevoli a questo processo, sarebbero il taglio agli sprechi, ai doppioni, agli apparati inutili e ai costi della politica. Tutto questo si dovrebbe tradurre con un’attenta gestione della nuova città in una riduzione dei tributi e delle tariffe dei servizi a beneficio di tutti i cittadini dei tre Comuni. (a.ben.)
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